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Salute 2 min di lettura18 ore fa

Cure, la sfida di Macrì: innovazione uguale accesso per tutti

Da Cagliari il segretario nazionale della Fism chiede che le nuove soluzioni sanitarie producano benefici misurabili e tempi di cura più uniformi.

La ricerca e le nuove tecnologie, da sole, non bastano a migliorare la sanità. Secondo Francesco Macrì, segretario nazionale della Federazione delle società medico-scientifiche italiane, il progresso ha valore soltanto quando riesce a incidere concretamente sulla vita dei pazienti, rendendo le terapie più efficaci e realmente raggiungibili.

Macrì ha affrontato il tema durante la due giorni “Fism for people - Facciamo germogliare la prevenzione”, appuntamento organizzato a Cagliari. Al centro del suo intervento sono finiti il rapporto tra innovazione e salute e la necessità di ridurre le differenze nei tempi di accesso alle cure.


L’innovazione deve arrivare al paziente

Nel suo ragionamento, Macrì ha distinto il valore teorico dell’innovazione dai risultati che essa deve produrre nella pratica. “L’innovazione non deve restare un discorso fine a se stesso”, ha affermato, indicando nell’efficacia terapeutica e nell’accessibilità i due parametri attraverso cui valutare il beneficio per chi ha bisogno di cure.

Il segretario nazionale della Fism ha poi richiamato i principali elementi che influenzano la salute: la componente genetica, l’ambiente, gli stili di vita e la possibilità di ricevere le terapie. I primi due fattori, ha osservato, sono difficili da modificare; sulle abitudini personali pesa invece soprattutto la responsabilità individuale. L’organizzazione sanitaria mantiene quindi un compito decisivo sul fronte dell’accesso alle cure.

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Tempi diversi, stessa necessità

Il punto sollevato a Cagliari riguarda anche le disparità territoriali. Per Macrì, una persona dovrebbe poter ottenere una terapia in tempi comparabili indipendentemente dalla regione in cui vive, senza che la residenza rappresenti un ostacolo nell’affrontare un percorso di cura.

“Bisogna fare in modo che un paziente che vive in Veneto, in Campania o in Sicilia possa accedere alla terapia con gli stessi tempi”, ha dichiarato. La questione, nelle sue parole, consiste nel tenere insieme tre obiettivi: favorire l’innovazione, assicurare equità e rendere l’assistenza accessibile. È su questo equilibrio che il sistema sanitario dovrebbe misurare la capacità di trasformare il progresso in un vantaggio concreto per i pazienti.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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