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Salute 2 min di lettura3 ore fa

Cuore, il piano che manca: Murelli chiede screening per tutti

La senatrice della Lega propone fondi dedicati per controllare pressione, colesterolo e glicemia e anticipare la diagnosi delle malattie cardiovascolari.

Le malattie cardiovascolari rappresentano in Italia la principale causa di morte, ricovero ospedaliero e disabilità. Secondo i dati citati da Elena Murelli, nel 2026 potrebbero provocare 206mila decessi, 115mila dei quali tra le donne, con un peso economico stimato in 87 miliardi di costi diretti e 47 miliardi di oneri indiretti per le famiglie.

Durante la prima Settimana europea degli screening, la senatrice della Lega ha quindi sollecitato l’introduzione di un programma nazionale capace di individuare in anticipo i principali fattori di rischio. L’obiettivo indicato è rendere i controlli accessibili all’intera popolazione, comprese le fasce più vulnerabili.


Una rete di controlli finanziata per tutti

Murelli ha proposto di inserire nel futuro piano nazionale una voce di finanziamento specifica per verificare pressione arteriosa, colesterolo e glicemia. In Italia, ha osservato, manca ancora un sistema organico dedicato allo screening cardiovascolare, nonostante questi parametri possano segnalare condizioni in grado di precedere eventi come infarto e ictus.

“Intervenire sull’ipercolesterolemia o sulla glicemia alta ci permette di intercettare le patologie prima che si verifichino eventi gravi”, ha affermato la senatrice. In una fase successiva, il percorso potrebbe estendersi anche alla forma familiare dell’ipercolesterolemia e alla lipoproteina(a), così da valutare l’eventuale presenza di predisposizioni genetiche.


Il piano nazionale dovrà misurare i risultati

La proposta si colloca nel quadro del piano europeo “Cuori Sicuri”, presentato nel dicembre 2025 con l’obiettivo di abbattere del 25% entro il 2035 le morti premature legate alle patologie cardiovascolari. Gli Stati membri dovranno predisporre entro il 2027 un proprio piano nazionale, articolato su prevenzione, screening e presa in carico dei pazienti.

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Secondo Murelli, il programma italiano dovrà garantire uniformità tra i territori e adottare un approccio multidisciplinare, includendo anche malattie renali e croniche. La senatrice ha sottolineato che le persone presentano spesso più condizioni collegate e che serviranno indicatori concreti per controllare l’effettiva attuazione delle misure.


Prevenire prima della disabilità

Per la parlamentare, anticipare l’individuazione dei rischi significa ridurre la probabilità che i pazienti arrivino a sviluppare disabilità e contenere la pressione sul Servizio sanitario nazionale. Senza diagnosi tempestive, ha rilevato, diventa più difficile intervenire prima della comparsa dei danni più gravi.

La prevenzione, dunque, viene collegata non soltanto alla salute individuale, ma anche alla sostenibilità del sistema e alla protezione dei bilanci familiari. L’accesso generalizzato ai controlli dovrebbe essere il primo passaggio per trasformare gli obiettivi europei in interventi omogenei sul territorio italiano.

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