Crohn, il nuovo dato sulla remissione: 54,1% dopo un anno
Mirikizumab entra tra le opzioni rimborsabili per gli adulti con malattia attiva da moderata a grave e risposta insufficiente alle terapie precedenti.
Quando la malattia di Crohn resta fuori controllo, il quadro può peggiorare fino a richiedere un ricovero e, in determinate circostanze, un intervento chirurgico. Alessandro Armuzzi, responsabile dell’Unità operativa dedicata alle malattie infiammatorie intestinali dell’Istituto clinico Humanitas di Rozzano e docente di gastroenterologia alla Humanitas University, sottolinea anche le conseguenze sulla vita di tutti i giorni.
Diarrea continua, dolore addominale, stanchezza e bisogno improvviso di andare in bagno possono limitare le attività quotidiane, incidendo sul benessere psicologico e sui rapporti sociali. Per Armuzzi, il peso della patologia non riguarda quindi soltanto i sintomi intestinali, ma può compromettere in modo ampio la qualità della vita.
Un controllo ancora difficile da mantenere
Anche con i progressi raggiunti negli ultimi anni, una quota rilevante di persone con Crohn non ottiene una remissione completa oppure non riesce a conservarla nel tempo. Silvio Danese, direttore dell’Unità di gastroenterologia ed endoscopia digestiva dell’Irccs Ospedale San Raffaele e professore ordinario all’Università Vita-Salute San Raffaele, considera l’arrivo della nuova opzione un ampliamento delle possibilità disponibili.
Secondo Danese, l’approccio mirato di Mirikizumab potrebbe aiutare alcuni pazienti a raggiungere un controllo più stabile della malattia, con possibili ricadute positive anche sulla qualità della vita. Il farmaco agisce sull’interleuchina-23p19, proteina coinvolta nei processi infiammatori associati alla patologia.
I risultati osservati negli studi
Nel trial Vivid-1, dopo dodici mesi di trattamento, la remissione clinica è stata rilevata nel 54,1% dei pazienti che avevano ricevuto Mirikizumab. Nel gruppo trattato con placebo la stessa quota si è fermata al 19,6%.
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Gli effetti sono stati valutati anche attraverso l’esame endoscopico: la risposta è comparsa nel 48,4% dei pazienti trattati con il farmaco, rispetto al 9% osservato con placebo. I risultati dello studio di estensione Vivid-2 hanno inoltre indicato che il beneficio può mantenersi fino a 104 settimane.
Cosa prevede la rimborsabilità Aifa
L’Agenzia italiana del farmaco ha autorizzato la rimborsabilità di Mirikizumab per adulti con malattia di Crohn attiva, in forma moderata o grave, quando le terapie convenzionali o biologiche non hanno funzionato adeguatamente, hanno perso efficacia oppure non sono state tollerate.
La decisione amplia l’impiego del medicinale in Italia, dove Mirikizumab era già stato approvato nel 2024 per gli adulti con colite ulcerosa attiva da moderata a grave. La malattia di Crohn, patologia infiammatoria cronica e progressiva dell’intestino, interessa nel Paese circa 100mila persone secondo le stime riportate.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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