Cervello, non esiste un solo tumore: il caso Di Battista e le cure
Dal glioblastoma ai meningiomi, le principali neoplasie cerebrali, il ruolo dell’edema e i trattamenti indicati per affrontarle.
Le neoplasie che interessano il cervello non costituiscono un gruppo omogeneo. Accanto al glioblastoma, che rientra nella più ampia categoria dei gliomi, possono comparire meningiomi, gliomi di basso grado, gliomi anaplastici, medulloblastomi e tumori della regione pineale.
Non tutti i tumori cerebrali sono uguali
Tra queste patologie, i meningiomi sono quelli riscontrati più spesso. Nella maggior parte dei casi possono essere trattati con la sola chirurgia; quando mostrano caratteristiche di maggiore aggressività, tuttavia, può rendersi necessario ricorrere anche a radioterapia e chemioterapia.
Il glioblastoma rappresenta invece la forma più comune tra i tumori cerebrali: in Italia interessa circa 1500 persone ogni anno e costituisce il 45% delle nuove diagnosi. La malattia colpisce soprattutto uomini tra i 50 e i 65 anni, anche se esistono varianti a insorgenza più precoce, con un’età media vicina ai 39 anni.
Le due origini del glioblastoma
Gli studi più recenti hanno consentito di distinguere due grandi gruppi sulla base della presenza o dell’assenza di una mutazione nel gene IDH, acronimo di isocitrato deidrogenasi. Quando la mutazione è presente, si parla di glioblastoma secondario, perché la malattia deriva dall’evoluzione di un glioma di basso grado.
L’assenza della mutazione identifica invece il glioblastoma primario, che compare direttamente come glioma di grado 4. Questa classificazione aiuta a definire l’origine della neoplasia, all’interno di una patologia che appartiene alla famiglia più ampia dei gliomi.
L’edema può far emergere la malattia
Per espandersi, il tumore stimola la formazione di nuovi vasi sanguigni. Queste strutture possono essere fragili e lasciare fuoriuscire componenti del sangue, che si raccolgono nel tessuto vicino alla massa: è questo accumulo di liquidi a costituire l’edema cerebrale.
Mal di testa intenso, capogiri, nausea, vomito e sonnolenza possono essere provocati dall’edema e spingere la persona a rivolgersi a un medico. Nel caso di Alessandro Di Battista, proprio la necessità di trattare un edema ha portato a un intervento eseguito a Cuba.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Dalla riduzione dell’edema alla terapia
La gestione iniziale dell’accumulo prevede farmaci cortisonici per diminuirne l’entità. Successivamente si procede, quando possibile, con l’asportazione chirurgica del tumore.
Secondo le linee guida dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica, alla resezione chirurgica fa seguito la radioterapia, con l’eventuale integrazione della chemioterapia. Il percorso può quindi articolarsi in più fasi, a partire dal controllo delle conseguenze provocate dalla massa.
Il ricovero e il rientro in Italia
Alessandro Di Battista ha raccontato durante la trasmissione Di martedì di avere un tumore al cervello, espressione che comprende diverse patologie oncologiche. L’ex deputato del Movimento 5 Stelle era stato ricoverato d’urgenza a Cuba, dove è stato sottoposto all’intervento per l’edema.
Dopo il rientro in Italia, Di Battista è stato assistito al Policlinico Gemelli e ha lasciato la struttura il 18 settembre. Le informazioni rese pubbliche indicano dunque la presenza di un tumore cerebrale e il trattamento dell’edema, senza specificare nel dettaglio quale delle diverse forme di neoplasia sia stata diagnosticata.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
Continua a leggere
Fascicolo sanitario 2.0, il dato deve viaggiare con il paziente
Al Congresso Sibioc di Rimini il focus sull’interoperabilità: referti leggibili e confrontabili anche quando cambiano strutture e sistemi informatici.
Cuore degli anziani, l’istruzione cambia il quadro: i numeri di PreVasc
Tra gli anziani il cuore non risente soltanto dell’età e delle abitudini quotidiane.
Tumori, i test BRCA entrano nei Lea: cosa cambia per le famiglie a rischio
L’Aiom valuta positivamente l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, che introduce controlli mirati per le donne con familiarità per tumore della mammella o dell’ovaio.
Nuovi Lea, la sfida ora è renderli davvero accessibili
L’aggiornamento amplia le prestazioni garantite, ma per evitare disparità tra Regioni servono finanziamenti, organizzazione e controlli costanti.