2.000Lettori online ora
Salute 1 min di lettura22 set

Cartabellotta: “Chi resta fuori dagli esami e perché? Serve chiarezza”

Per il presidente di Gimbe non conta soltanto chi riesce a prenotare, ma anche quante persone rimangono indietro e per quali motivi, perché il percorso reale cambia molto tra pubblico e privato.

L’attenzione non dovrebbe fermarsi a chi riesce a fare gli esami: per Nino Cartabellotta il punto decisivo è capire quante persone restano escluse e quale meccanismo le lascia fuori. È questa, in sintesi, la domanda che il presidente di Gimbe rilancia parlando di accesso alle prestazioni.


Il nodo non è solo l’accesso

Secondo Cartabellotta, conoscere il numero di chi entra nei percorsi diagnostici non basta a fotografare il problema. Serve anche misurare chi non ce la fa, perché l’altra metà della storia è proprio quella che spesso resta invisibile.

Il presidente di Gimbe lega il tema a una disparità molto concreta: chi dispone delle risorse necessarie può rivolgersi al privato e abbreviare l’attesa, mentre chi non può permetterselo rimane in coda. In questo quadro, il dato davvero utile non è soltanto l’accesso, ma anche l’esclusione.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Pubblico e privato non pesano allo stesso modo

Il passaggio al privato, nelle parole di Cartabellotta, modifica il funzionamento reale del sistema. Non tutti infatti hanno la stessa possibilità di saltare la fila, e proprio qui si apre la distanza tra chi riesce a farsi vedere in tempi rapidi e chi invece deve aspettare.

Da questa lettura nasce la richiesta di maggiore trasparenza: non limitarsi a contare i pazienti che arrivano agli esami, ma rendere chiaro quanti restano tagliati fuori e per quale ragione. Per il presidente di Gimbe è questo il punto da mettere al centro del dibattito.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere