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Salute 4 min di lettura2 ore fa

Cancro, la sfida non è solo trovare cure: l’attesa arriva a 470 giorni

La mortalità oncologica continua a diminuire, ma tra autorizzazioni, rimborsi e procedure regionali l’accesso ai farmaci innovativi resta diseguale in Europa.

In Europa il cancro continua a fare vittime, ma i tassi di mortalità sono in calo. Le stime presentate dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica indicano per il 2026 circa 1 milione e 230mila decessi oncologici, mentre ogni anno vengono individuati 2,7 milioni di nuovi tumori, pari a cinque diagnosi ogni minuto.

La disponibilità di terapie più precise ha contribuito a modificare lo scenario, ma non ha cancellato le differenze nell’accesso. Tra l’autorizzazione di un medicinale in Europa e la possibilità di utilizzarlo in Italia trascorrono mediamente 470 giorni.

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La precisione richiede dati affidabili

L’evoluzione dell’oncologia non riguarda soltanto il numero dei medicinali disponibili. Per individuare il trattamento più adatto è spesso necessario esaminare le caratteristiche molecolari della neoplasia: persone colpite dallo stesso tipo di tumore possono avere alterazioni genetiche diverse e, quindi, rispondere a strategie differenti.

I test sui biomarcatori sono diventati centrali in questo percorso. Rossana Berardi, presidente eletta Aiom, ha spiegato che “i test sui biomarcatori sono ormai un pilastro della medicina di precisione, perché permettono di identificare la terapia più indicata per ogni singolo paziente”. Il sequenziamento di nuova generazione consente di cercare molte alterazioni contemporaneamente, ma la lettura dei risultati richiede competenze specifiche.

A questo servono i gruppi multidisciplinari chiamati Molecular Tumor Board, incaricati di valutare i dati genomici e di trasformarli in indicazioni cliniche. La quantità di informazioni prodotte dai test, infatti, non coincide automaticamente con una scelta terapeutica corretta.


Meno chemioterapia nella spesa

La trasformazione si riflette anche sui conti dei sistemi sanitari. In Europa la spesa per i medicinali oncologici è salita da 24,9 miliardi di euro nel 2014 a 64,3 miliardi nel 2023.

Nello stesso periodo, il peso della chemioterapia sul totale della spesa è passato dal 22% al 6%. Le immunoterapie rappresentano oggi il 29% delle uscite, mentre hanno guadagnato spazio anche i trattamenti mirati, sviluppati per agire su specifiche caratteristiche del tumore.

Queste percentuali descrivono la composizione della spesa e non indicano che la chemioterapia sia stata abbandonata nella stessa misura. Il suo impiego resta rilevante per numerosi tumori, mentre l’aumento dei costi riflette anche il prezzo delle nuove soluzioni terapeutiche. Il numero medio dei farmaci oncologici approvati è passato da uno all’anno nel periodo 1995-2000 a circa 14 tra il 2021 e il 2024.


Italia accessibile, ma con tempi lunghi

Il nodo più evidente riguarda il tempo necessario perché una terapia approvata diventi concretamente disponibile. In media, nell’Unione europea viene reso accessibile il 51% dei nuovi medicinali autorizzati dall’Agenzia europea per i medicinali. L’Italia arriva all’89%, seconda alla Germania, ferma al 91%, davanti ad Austria (86%), Spagna (73%) e Francia (68%).

Il vantaggio sul numero dei farmaci non si traduce però in rapidità. L’attesa media italiana è aumentata da 441 a 470 giorni; nel resto d’Europa è salita da 586 a 655 giorni.

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La cifra non corrisponde necessariamente al periodo che ogni paziente deve aspettare dopo la prescrizione dell’oncologo. L’indicatore considera l’intervallo tra il via libera europeo e la disponibilità attraverso le procedure nazionali di rimborso e accesso.

Dopo la decisione dell’Agenzia Italiana del Farmaco possono restare altri passaggi: in alcune Regioni è richiesta l’inclusione nei prontuari terapeutici locali, oltre alle gare e agli adempimenti per l’inserimento nelle strutture ospedaliere. Massimo Di Maio, presidente Aiom, ha indicato proprio questi ostacoli come una delle principali criticità e ha sostenuto la necessità di rendere i farmaci disponibili subito dopo la pubblicazione della rimborsabilità in Gazzetta Ufficiale.


L’Europa resta divisa sull’accesso

La distanza tra i Paesi è ancora più ampia quando si osservano i tempi. In Germania il 91% dei medicinali oncologici approvati dall’Ema tra il 2021 e il 2024 è arrivato ai pazienti in poco più di 100 giorni.

In Romania, Estonia, Malta, Slovacchia e Lettonia, invece, la quota di terapie accessibili non supera il 20%. In Lituania, Romania ed Estonia le procedure di rimborso possono avvicinarsi ai 1.000 giorni.

Secondo Giuseppe Curigliano, presidente eletto Esmo, i Paesi dell’Europa occidentale tendono a rimborsare più trattamenti e in tempi più brevi rispetto agli Stati dell’Europa centrale e orientale. “Le forti disuguaglianze, che devono essere superate quanto prima”, ha sottolineato, rappresentano un problema particolarmente rilevante in oncologia, dove l’arrivo di un nuovo trattamento può ampliare le possibilità terapeutiche.


Anche i prezzi Usa preoccupano

Sul quadro già complesso si innesta la clausola della nazione più favorita promossa dall’amministrazione statunitense. Il meccanismo collegherebbe i prezzi dei medicinali negli Stati Uniti ai valori più bassi applicati in altri Paesi.

L’Associazione Italiana di Oncologia Medica teme che le aziende possano rinviare la commercializzazione di alcuni trattamenti in Europa per evitare ripercussioni sui prezzi del mercato statunitense. Di Maio ha avvertito che “questo provvedimento rischia di dilatare ulteriormente i tempi e di generare pesanti ripercussioni sull’assistenza oncologica nel nostro Paese”.

Si tratta, al momento, di un possibile effetto futuro e non di una conseguenza già dimostrata. Il tema è stato discusso a Madrid, durante il congresso della European Society for Medical Oncology, in programma dal 23 al 27 ottobre, appuntamento dedicato alle novità della ricerca e alle condizioni necessarie per trasformarle in cure effettivamente accessibili.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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