Bronchiolite, con il nuovo anticorpo crollano i ricoveri: i dati italiani
Una ricerca multicentrica coordinata da La Sapienza mostra che la profilassi con nirsevimab riduce in modo netto accessi, ricoveri e terapie intensive nei lattanti sotto l’anno.
La bronchiolite legata al virus respiratorio sinciziale continua a pesare soprattutto nel primo anno di vita, ma in Italia la profilassi con un anticorpo monoclonale sta modificando il quadro. La più ampia analisi nazionale finora disponibile indica un calo dell’84% dei ricoveri in reparto, con risultati pubblicati su The Lancet Regional Health - Europe.
La fotografia più ampia finora
Lo studio, coordinato da La Sapienza Università di Roma, ha raccolto dati da una coorte di lattanti ricoverati ed è stato guidato da Mattia Spatuzzo e da Fabio Midulla. L’indagine ha messo insieme 30 centri universitari di riferimento distribuiti in 15 regioni, offrendo una valutazione estesa dell’efficacia del nirsevimab.
Midulla, interpellato dall’ANSA, ha spiegato che nei bambini sotto i 12 mesi la profilassi è associata a una riduzione dell’82% degli accessi in pronto soccorso per bronchiolite causata dal virus respiratorio sinciziale. Nello stesso quadro, i ricoveri in reparto scendono dell’84% e quelli in terapia intensiva del 79%.
Giovani pediatri al centro del progetto
Un altro aspetto rilevante dell’iniziativa riguarda la sua organizzazione interna. Il lavoro è stato infatti portato avanti solo da medici specializzandi e neospecialisti, con il supporto dei tutor presenti nei diversi centri.
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Il progetto ha ottenuto il patrocinio dell’Osservatorio Nazionale Specializzandi in Pediatria, della Società Italiana di Pediatria e del Collegio dei Direttori delle Scuole di Specializzazione in Pediatria. Il coinvolgimento di queste realtà ha accompagnato uno studio che, secondo gli autori, conferma i benefici già osservati in precedenti analisi sulla nuova profilassi.
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