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Salute 2 min di lettura4 giorni fa

Base cranica, la svolta mini-invasiva: cosa cambia in sala operatoria

Endoscopia, accessi attraverso l’orbita e simulazione stanno trasformando la neurochirurgia, con la formazione dei giovani specialisti al centro.

La tecnologia può ampliare le possibilità della neurochirurgia, ma non deve diventare il fulcro dell’intervento. «Soprattutto in sala operatoria, sono fondamentali, ma l'uomo deve rimanere al centro. Tutto quello che usiamo deve essere uno strumento per raggiungere la cura e, se possibile, la guarigione dei nostri pazienti, senza farci sopraffare dalla tecnologia ma usandola in modo intelligente», ha osservato Cesare Zoia.

Anche la simulazione contribuisce alla preparazione dei futuri specialisti. Attraverso i congressi e i corsi pratici, i giovani neurochirurghi possono esercitarsi e consolidare le proprie abilità grazie a strumenti tecnologici e ambienti dedicati alla formazione.


La tecnologia resta uno strumento

Per Zoia, l’evoluzione degli strumenti deve procedere insieme a una crescita delle competenze. L’obiettivo non è affidare le decisioni alla tecnologia, ma impiegarla con criterio per migliorare il percorso chirurgico e l’assistenza ai pazienti.

Il neurochirurgo considera quindi centrale il trasferimento del sapere alle nuove generazioni. «La formazione è e sarà sempre al centro degli obiettivi della nostra società. È fondamentale trasmettere ai più giovani la passione per questa professione, insieme alle competenze e alle capacità tecniche», ha spiegato.


Accessi più piccoli per tumori complessi

Nel trattamento delle neoplasie della base cranica, l’endoscopia consente di intervenire in zone difficili da raggiungere limitando l’ampiezza dell’accesso e l’interessamento dei tessuti. Zoia la definisce «ormai diventata il gold standard» per questo tipo di chirurgia.

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Tra le strade in fase di sviluppo figura anche quella attraverso l’orbita. Questo percorso può permettere di arrivare ad alcune aree profonde del cervello con modalità meno invasive e con una riduzione del trauma chirurgico sui tessuti.


Il confronto della comunità scientifica

Le considerazioni sono state espresse da Zoia, direttore dell’Unità operativa complessa di Neurochirurgia dell’ospedale Moriggia Pelascini di Gravedona e componente del direttivo della Società italiana di neurochirurgia (Sinch).

Il neurochirurgo è intervenuto al 75esimo congresso nazionale della società, organizzato a Catania. L’appuntamento ha offerto anche spazio alle attività pratiche e all’uso della simulazione, considerate occasioni per accompagnare l’aggiornamento tecnico dei giovani professionisti.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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