Autismo, Schillaci spinge sulla ricerca: il nodo è capire prima
Dal Senato il ministro rilancia diagnosi precoce, monitoraggio dei fondi e dialogo con famiglie e persone con disturbi dello spettro autistico.
Per Schillaci, la priorità non è soltanto arrivare prima sulla diagnosi: bisogna soprattutto anticipare la comprensione dei processi che precedono i segnali clinici. È questa, secondo il ministro della Salute, la direzione che la ricerca dovrebbe seguire per migliorare gli interventi e sostenere uno sviluppo più adeguato nei bambini.
La sfida della ricerca sull'autismo
Intervenendo in videocollegamento al convegno tenuto oggi al Senato, Orazio Schillaci ha spiegato che riconoscere in anticipo le traiettorie anomale del neurosviluppo resta decisivo. Ma, ha aggiunto, il lavoro scientifico deve andare oltre e provare a capire i meccanismi che agiscono fin dalle primissime fasi della crescita.
Nel suo intervento, il ministro ha insistito sulla necessità di individuare anche eventuali fattori modificabili e di verificare con metodo rigoroso quali strategie funzionino davvero. Solo così, ha osservato, la ricerca può offrire strumenti utili per accompagnare il bambino in modo coerente con le sue prospettive di vita.
Il sostegno del ministero e le reti territoriali
Schillaci ha ricordato che il ministero della Salute, insieme all'Istituto superiore di sanità, alle Regioni e agli operatori del Servizio sanitario nazionale, porta avanti da tempo attività dedicate alla diagnosi tempestiva e all'intervento precoce. In questo lavoro rientrano anche reti che mettono in relazione pediatri, neonatologie, servizi educativi e neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza.
Il ministro ha poi citato la Cabina di Regia istituita nel 2022 presso il ministero per gestire i finanziamenti previsti dal Fondo dedicato all'autismo. Questo organismo, ha spiegato, segue anche il monitoraggio delle risorse destinate a progetti di ricerca di base e applicata, oltre che a modelli clinico-organizzativi e a buone pratiche terapeutiche ed educative.
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Il peso del confronto con famiglie e pazienti
Nelle battute finali, Schillaci ha posto l'accento sul confronto con chi convive con disturbi dello spettro autistico e con i loro familiari. Per il ministro, è lì che la ricerca sanitaria trova il suo senso più completo, quando riesce a tenere insieme solidità scientifica e bisogni concreti delle persone.
L'intervento è arrivato nel corso dell'incontro intitolato 'Autismo: la prevenzione può cominciare prima della nascita. Una nuova prospettiva della ricerca italiana per proteggere lo sviluppo del bambino', organizzato oggi a Palazzo Madama.
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