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Salute 4 min di lettura3 ore fa

Anestesisti, il nodo del benessere: a Milano il congresso Siaarti

Icare 2026 riunisce circa 3mila partecipanti per l’80ª edizione del congresso nazionale, tra formazione, nuove cure e inclusione dei pazienti con disabilità

La formazione continua e la tutela del benessere psicofisico dei medici sono al centro dell’80° congresso nazionale degli anestesisti-rianimatori, aperto oggi a Milano. La presidente di Siaarti Elena Giovanna Bignami ha chiesto alle istituzioni di intervenire su orari, aggiornamento professionale e condizioni di lavoro, in un settore considerato particolarmente impegnativo anche sul piano emotivo.

Alla manifestazione partecipano circa 3mila persone. L’appuntamento, chiamato Icare 2026, è dedicato al tema “Oltre i confini della cura” e proseguirà fino a sabato 24 ottobre all’Allianz MiCo, con 175 sessioni, 330 relatori e otto percorsi costruiti attorno alle diverse fasi di un caso clinico, dall’ingresso in ospedale fino alla dimissione.

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Il benessere resta una priorità

Nel 2026 è stato assegnato il 90% dei contratti di specializzazione in Anestesia e rianimazione, in crescita rispetto all’81% registrato nel 2025. Per Bignami, tuttavia, attrarre nuovi professionisti non basta: chi intraprende questa strada deve poter contare su occasioni costanti di preparazione e aggiornamento.

“Per avere sempre orizzonti e obiettivi e sconfiggere noia, abitudini e paure”, ha spiegato la presidente, servono percorsi professionali adeguati. Siaarti sollecita il ministero della Salute, l’Istituto superiore di sanità e le direzioni degli ospedali a garantire turni sostenibili e formazione permanente, oltre a un programma di benessere rivolto a ogni medico. Bignami ha ricordato infatti che si tratta di un’attività usurante e caratterizzata da un forte carico emotivo.

L’edizione milanese rappresenta anche una tappa nella storia della società scientifica. Il primo congresso degli anestesisti italiani, allora riuniti nella Sia, si svolse a Bologna nel 1935; poiché l’appuntamento non è stato organizzato ogni anno, quello di Milano costituisce l’80ª edizione. Nel frattempo, ha osservato Bignami, sono cambiate terapie, strumenti di controllo e tecnologie: oggi sono disponibili monitoraggi continui non invasivi e farmaci che favoriscono un recupero rapido e sicuro.


Curare significa cambiare prospettiva

Uno dei momenti più significativi dell’apertura ha riguardato l’assistenza alle persone con disabilità. Valentina Perniciaro, fondatrice e portavoce della Fondazione Tetrabondi, ha portato l’esperienza di una famiglia alle prese con una disabilità gravissima e ha ribadito il diritto di ogni persona a vivere pienamente, senza essere definita soltanto dalla propria condizione.

La Fondazione, attiva dal 2021, promuove progetti contro lo stigma e a favore dell’inclusione nelle città, nello sport e nel turismo. Il messaggio rilanciato durante l’incontro è che non esistono “persone speciali”, ma persone con bisogni specifici, da riconoscere e sostenere anche all’interno degli ospedali.

Per Roberta Monzani, segretaria di Siaarti, assistere un paziente con disabilità richiede di adattare tempi, comunicazione, spazi e modalità di cura. Tra le soluzioni indicate figurano l’inserimento del paziente all’inizio della lista operatoria, l’attesa in un ambiente tranquillo con un oggetto familiare e la presenza del genitore o dell’assistente familiare fino al momento dell’anestesia.

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Monzani ha segnalato però l’assenza, in molti blocchi operatori, di procedure dedicate e condivise. L’assistenza dipende ancora spesso dall’iniziativa dei singoli operatori, più che da protocolli definiti. Negli ultimi mesi Siaarti ha raccolto dati sul tema attraverso un’indagine: i risultati sono confluiti in un articolo scientifico attualmente sottoposto a revisione.


Dalla Terra vista dallo spazio alle cure

La cerimonia inaugurale ha preso spunto da una ricorrenza legata alla prima immagine della Terra fotografata dallo spazio. La fotografia fu realizzata il 24 ottobre 1946 da una cinepresa installata su un razzo V2 partito dalla base di White Sands, nel Nuovo Messico; sabato ricorreranno quindi 80 anni da quell’evento.

Amalia Ercoli Finzi, ingegnera aerospaziale del Politecnico di Milano, ha spiegato in un videomessaggio il significato della scelta. Guardare il pianeta nella sua interezza, e insieme nella sua fragilità, diventa un richiamo a una medicina priva di barriere. Nel suo intervento ha ricordato anche la frase attribuita a Yuri Gagarin dopo la visione della Terra dall’alto: “Da qui non vedo nessun confine”.

All’inaugurazione è intervenuto anche Alberto Zangrillo, professore ordinario di Anestesiologia all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, con una lezione sul valore specifico e insostituibile del lavoro dell’anestesista-rianimatore. Il titolo dell’intervento, “La fine dell’inizio”, ha richiamato l’evoluzione della professione e le responsabilità che continuano ad accompagnarla.


Responsabilità e sicurezza delle cure

Nel confronto con le istituzioni, Ugo Cappellacci, presidente della Commissione Affari sociali della Camera dei deputati, ha illustrato in un videomessaggio la riforma delle professioni sanitarie in discussione a Montecitorio. Il testo punta a delimitare la responsabilità penale dei professionisti, lasciando invariati la protezione dei pazienti e il loro diritto a ottenere un risarcimento.

La finalità, ha spiegato Cappellacci, è tenere insieme due esigenze: garantire ai cittadini cure sicure e impedire che medici e altri operatori lavorino sotto la pressione costante del rischio di contenzioso. Velia Bruno, direttrice del Centro nazionale per il governo clinico e l’eccellenza delle cure dell’Istituto superiore di sanità, ha invece ricordato la collaborazione con Siaarti nella definizione di linee guida e buone pratiche.

Le conoscenze scientifiche e le procedure condivise, secondo Bruno, devono sostenere le decisioni dei professionisti senza sostituirne la valutazione, soprattutto nei casi più complessi. Il congresso proseguirà fino al 24 ottobre con un programma articolato in otto percorsi e numerosi appuntamenti dedicati all’intero cammino assistenziale.

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