Anafilassi, arriva lo spray: così si accorcia l’attesa dell’adrenalina
Il nuovo dispositivo nasale affianca l’iniezione intramuscolare e punta a rendere più tempestivo l’intervento nelle reazioni allergiche gravi.
La paura dell’ago può ritardare l’uso dell’adrenalina proprio nei minuti più delicati di una reazione anafilattica. In Italia arriva ora il primo spray nasale a base di questo farmaco, una soluzione pensata per affiancare l’autoiniettore e favorire un intervento più rapido, senza ricorrere all’iniezione.
Secondo gli esperti della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica, ogni anno nel nostro Paese si verificano circa 10.000 episodi di shock anafilattico, con 60 decessi. La novità è stata presentata durante il 38º congresso nazionale dell’associazione, in corso a Salerno.
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Il ritardo resta il nodo principale
L’adrenalina somministrata per via intramuscolare continua a essere considerata il trattamento di prima scelta contro l’anafilassi. Tuttavia, nella pratica, una parte consistente dei pazienti evita l’iniezione o attende prima di utilizzarla: la quota indicata dagli specialisti varia dal 25% al 60%.
Vincenzo Patella, presidente della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica e direttore dell’Unità operativa complessa di Medicina interna dell’Azienda sanitaria di Salerno, riferisce che l’attesa può arrivare a nove minuti. Un intervallo potenzialmente critico, considerando che la rapidità dell’intervento può influire sull’esito dell’emergenza. Il nuovo dispositivo nasce quindi con l’obiettivo di ridurre esitazioni e tempi di somministrazione, superando anche il disagio dell’iniezione, particolarmente diffuso tra i più giovani.
Una versione anche per i bambini
Lo spray presenta tempi di efficacia paragonabili a quelli dell’adrenalina intramuscolare. Tra gli elementi indicati dagli esperti figurano inoltre la durata e le modalità di conservazione, mentre l’utilizzo non richiede un ago.
Al momento il dispositivo è destinato alle persone che pesano più di 30 chilogrammi. La scelta dei pazienti adatti dovrà essere verificata nella quotidiana pratica clinica. La versione pediatrica, già approvata dall’Aifa a luglio, è attesa in primavera.
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Cosa accade durante l’anafilassi
Le reazioni più gravi possono essere provocate da alimenti, punture di insetti o farmaci. Mario Di Gioacchino, già presidente della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica e consulente dell’Istituto Synergo di Pescara, indica tra i segnali principali la difficoltà respiratoria e la diminuzione della pressione sanguigna.
Durante l’anafilassi l’organismo libera rapidamente grandi quantità di istamina e di altre sostanze. Questo processo può dilatare i vasi sanguigni, provocare un brusco calo pressorio e arrivare a causare la perdita di coscienza. L’adrenalina serve a contrastare la caduta della pressione e i disturbi che coinvolgono le vie respiratorie.
Le allergie rappresentano, secondo Patella, il disturbo cronico più diffuso in Europa: le stime citate dagli specialisti parlano di circa 150 milioni di persone interessate da una forma allergica. Tra chi soffre delle condizioni più severe, circa il 20% vive con il timore ricorrente di una reazione anafilattica o delle sue conseguenze.
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