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Salute 2 min di lettura1 ora fa

Mammografia, il divario che divide l’Italia: in Calabria meno del 50%

Nel biennio 2024-2025 la copertura ha raggiunto il livello più alto dal 2008, ma restano marcate differenze territoriali e sociali.

Una parte rilevante delle donne tra i 50 e i 69 anni non segue ancora una cadenza considerata adeguata per la mammografia preventiva. Il 9% non si è mai sottoposto all’esame, mentre il 14% ha riferito di averlo effettuato oltre due anni prima dell’intervista.

I ricercatori dell’Istituto superiore di sanità segnalano inoltre che le disuguaglianze sociali restano ampie e persistenti: partecipano meno allo screening le donne con un livello di istruzione più basso, quelle che affrontano difficoltà economiche e, in misura maggiore, le cittadine straniere. Secondo gli esperti, i programmi organizzati contribuiscono comunque a contenere queste differenze.

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Il divario territoriale resta profondo

La distanza tra le diverse aree del Paese emerge soprattutto osservando i dati regionali. Emilia-Romagna, Veneto e Umbria si avvicinano al 90% di copertura complessiva, mentre in alcune regioni meridionali il valore scende sotto il 50%; in Calabria, in particolare, l’adesione alle iniziative organizzate risulta molto più contenuta.

Il risultato comprende sia le mammografie eseguite all’interno dei percorsi promossi dalle Aziende sanitarie locali sia quelle prenotate autonomamente. Proprio dove l’offerta organizzata è più strutturata, la partecipazione complessiva tende a essere maggiore e la componente spontanea assume un peso ridotto.


Cresce l’adesione agli screening

Nel biennio 2024-2025, il 77% delle donne nella fascia 50-69 anni ha effettuato una mammografia preventiva rispettando gli intervalli raccomandati. È il valore più elevato rilevato dal 2008, dopo la riduzione registrata durante la pandemia e la successiva ripresa.

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La quota più consistente, pari al 57%, ha risposto agli inviti dei programmi di screening delle Asl. Un ulteriore 19% ha invece scelto di sottoporsi all’esame di propria iniziativa, al di fuori dei percorsi organizzati.


Programmi organizzati decisivi

L’aumento della partecipazione si è verificato in tutte le aree italiane ed è legato soprattutto all’ampliamento dell’offerta e alla maggiore adesione ai programmi coordinati dalle strutture sanitarie. Nel tempo, questi percorsi hanno quindi sostenuto la crescita della copertura complessiva.

La componente spontanea, al contrario, è rimasta sostanzialmente stabile. La sua incidenza tende a diminuire nelle regioni dove gli inviti e le attività di screening sono consolidati, mentre assume un peso maggiore nei territori con un’organizzazione meno capillare.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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