Alopecia areata, Cassia: il riconoscimento ora è la svolta
Per Claudia Cassia servono tutele più solide e l’arrivo di terapie nuove riaccende la possibilità di arrivare alla remissione totale dei sintomi.
Vivere con l’alopecia areata, ha spiegato Claudia Cassia, significa vedere la propria quotidianità ribaltata: i segnali possono comparire all’improvviso e portare a non riconoscersi più davanti allo specchio. Per questo Aipaf Odv chiede che la patologia venga ufficialmente riconosciuta, così da garantire un sostegno concreto a chi ne soffre.
Le nuove cure aprono uno spiraglio
Cassia ha insistito sul fatto che l’arrivo di trattamenti farmacologici innovativi offre ai pazienti una speranza concreta di arrivare alla remissione totale dei sintomi. Tra queste opzioni c’è anche upadacitinib, approvato di recente dalla Commissione europea.
Cosa manca ancora nel Ssn
Nel corso dell’incontro promosso da AbbVie a Milano, la presidente e fondatrice di Aipaf ha ricordato che l’alopecia areata non rientra ancora nel Sistema sanitario nazionale, non dispone di un codice di esenzione per l’invalidità civile e non compare nei Pdta, cioè i Percorsi diagnostico terapeutici assistenziali. Secondo Cassia, la situazione richiede un intervento rapido.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Upadacitinib e il nodo del riconoscimento
Il farmaco citato da Cassia è il primo Jak inibitore ad aver ottenuto la ricrescita completa dei capelli nell’alopecia areata ed è anche il primo, oltre che l’unico, sistemico autorizzato nell’Ue per la vitiligine non segmentale. Per la presidente di Aipaf, però, il punto decisivo resta il riconoscimento della malattia, necessario per dare voce e tutele reali ai pazienti.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
Continua a leggere
Sostenibilità Ssn, Schillaci punta sui farmaci equivalenti
Il ministro della Salute richiama il ruolo dei medicinali equivalenti e chiede filiere più robuste per proteggere la continuità delle forniture.
Cuore e cervello, la strategia di Schillaci parte dalla prevenzione
Il ministro indica diagnosi anticipata, assistenza territoriale e telemedicina come strumenti per ridurre mortalità e disabilità legate alle patologie cardiovascolari.
Bastano 20 secondi di voce? L’Ia studia un possibile test per il diabete
Al congresso europeo è stata esaminata la possibilità di individuare il diabete di tipo 2 attraverso la voce, con una procedura rapida e non invasiva.
Seno, oltre 500 pazienti per testare una nuova strategia anti-recidiva
La sperimentazione di Fondazione Umberto Veronesi coinvolgerà più di 30 centri italiani e valuterà trastuzumab deruxtecan nelle forme HR+/HER2− precoci.