AI in neurochirurgia: Catapano avverte, il paziente arriva già informato
Al congresso di Catania emerge un cambio di passo: l’intelligenza artificiale entra nella pratica clinica e obbliga i medici a rivedere anche il dialogo con i pazienti.
Il paziente, oggi, non si presenta più soltanto con un referto in mano: spesso arriva già dopo aver interrogato l’intelligenza artificiale. È questa la trasformazione che, secondo Giuseppe Catapano, sta cambiando in profondità il rapporto tra medici e assistiti, al punto da imporre un diverso modo di comunicare.
Il paziente arriva già con risposte pronte
Catapano osserva che in passato chi si rivolgeva allo specialista si era al massimo confrontato con un altro medico. Ora, invece, il percorso è diverso: appena compare un problema in un esame radiologico, molte persone cercano subito spiegazioni attraverso strumenti di AI. Il risultato, spiega, è che il medico deve confrontarsi con informazioni già raccolte, ma non sempre lette nel modo corretto.
Per questo il direttore dell’Unità operativa complessa di Neurochirurgia dell’Ospedale del Mare di Napoli ritiene necessario aggiornare anche il metodo con cui si parla ai pazienti. La questione, per lui, non riguarda soltanto la quantità di dati che arrivano da fuori, ma anche la capacità di rimetterli in ordine e di correggerne eventuali interpretazioni sbagliate.
Tecnologia e complessità al centro del congresso
Il tema è emerso a Catania, durante il 75esimo congresso nazionale della Società italiana di neurochirurgia, dove l’innovazione tecnologica si è intrecciata in modo evidente con il lavoro clinico. Catapano ha spiegato che tutto il percorso scientifico dell’incontro ruota attorno a un obiettivo preciso: rendere più semplice ciò che nel sistema nervoso è naturalmente complicato, riducendo quanto possibile invasività e impatto per chi viene operato.
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A suo giudizio, il principio che unisce le relazioni presentate è proprio questo: trasformare una materia ad alta complessità in interventi più sicuri e più gestibili per i pazienti. In questo scenario, l’intelligenza artificiale non compare come un elemento accessorio, ma come uno dei cardini delle comunicazioni scientifiche già emerse fin dalle prime sessioni.
Il medico ha sintetizzato il senso del congresso con un’idea che mette insieme due poli solo in apparenza opposti: da una parte la complessità, dall’altra la semplicità. È lì, ha spiegato, che si gioca oggi gran parte del lavoro del neurochirurgo.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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