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Politica 1 min di lettura2 ore fa

Visto negato a Martina Stefanoni: la denuncia di Radio Popolare

La giornalista avrebbe dovuto seguire le elezioni del 27 ottobre, ma l’autorizzazione già concessa è stata ritirata senza motivazioni dettagliate

«Una intollerabile censura da parte del Paese che si definisce l'unica Democrazia del Medio Oriente». È la contestazione di Lorenza Ghidini, direttrice di Radio Popolare, dopo la decisione delle autorità israeliane di impedire l’ingresso a Martina Stefanoni.

La responsabile dell’emittente milanese considera il provvedimento particolarmente grave perché rivolto a una giornalista incaricata di svolgere attività informativa durante un appuntamento elettorale. Radio Popolare ha chiesto chiarimenti al ministero competente, senza però ricevere finora una spiegazione.

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L’autorizzazione è stata ritirata

Stefanoni aveva già ottenuto il visto necessario per entrare nel Paese e disponeva anche dell’accreditamento rilasciato dall’Ufficio stampa del governo israeliano. Il via libera, tuttavia, è stato annullato a pochi giorni dalla partenza.

L’unica motivazione comunicata è contenuta in una formula molto generica: «le circostanze relative al suo caso sono cambiate». Non sono stati forniti ulteriori elementi all’emittente, nonostante i contatti avviati con le autorità responsabili.

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La trasferta per le elezioni

La giornalista, che aveva già lavorato in Israele l’anno scorso, si preparava a raggiungere Tel Aviv per seguire le elezioni fissate al 27 ottobre. Il viaggio era dunque programmato con un accredito ufficiale già ottenuto e un visto inizialmente approvato.

La revoca ha fatto saltare la missione giornalistica alla vigilia della partenza. Radio Popolare ha reso noto il caso contestando l’assenza di ragioni precise alla base della decisione israeliana.

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