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Salvini frena sugli aiuti a Kiev: «Ora serve la diplomazia

A Bruxelles, il leader della Lega avverte che il sostegno economico all’Ucraina non potrà continuare senza limiti e chiede una svolta negoziale.

La linea indicata da Matteo Salvini guarda a una possibile chiusura del conflitto in Ucraina e mette in discussione la prosecuzione indefinita degli aiuti finanziari. Il vicepremier è intervenuto a Bruxelles, prima dell’incontro dei Patrioti organizzato in preparazione del Consiglio europeo.

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Salvini chiede una svolta negoziale

Nel suo intervento, il leader della Lega ha sostenuto che i Paesi europei abbiano già fornito un contributo significativo a Kiev. «Abbiamo dato tanto», ha affermato, aggiungendo che il momento attuale dovrebbe segnare il ritorno della diplomazia come strumento per arrivare alla fine della guerra.

Salvini ha anche espresso l’auspicio che le risorse inviate all’Ucraina siano state impiegate per la difesa della popolazione e non siano finite in fenomeni di corruzione o in tangenti. Il riferimento riguarda il sostegno offerto da italiani, francesi ed europei durante il conflitto.

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Aiuti senza scadenza, il limite indicato

Secondo il vicepremier, l’Europa non può continuare a destinare miliardi a Kiev senza una prospettiva temporale definita. «Sicuramente non potremo andare avanti all’infinito a mandare miliardi in regalo all’Ucraina», ha dichiarato davanti ai giornalisti al Parlamento europeo.

Salvini ha infine preso le distanze dalla previsione attribuita a Marine Le Pen sulla durata della guerra, dicendosi convinto che il conflitto possa terminare molto prima. La posizione è stata esposta alla vigilia del confronto europeo tra i rappresentanti dei Patrioti, mentre il tema del sostegno all’Ucraina resta al centro dei lavori del Consiglio europeo.

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