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Politica 2 min di lettura15 ore fa

Gasolio russo, l’avvertimento di Meloni: “Mosca ne trarrà vantaggio

In Senato, la presidente del Consiglio critica l’accordo annunciato da Trump e difende le risorse destinate alla sicurezza nazionale

Giorgia Meloni mette in guardia dagli effetti dell’intesa sul gasolio russo annunciata venerdì da Donald Trump. Nel corso delle comunicazioni al Senato, alla vigilia del Consiglio europeo, la presidente del Consiglio ha definito l’accordo un possibile vantaggio per Mosca e ha contestato il legame tra l’aumento dei prezzi dei carburanti e la guerra in Ucraina.

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Meloni vede rischi per le sanzioni

Secondo la premier, l’impennata dei costi alla pompa sarebbe legata soprattutto al conflitto in Iran. Per questo, a suo giudizio, la decisione di riaprire uno spazio al gasolio russo potrebbe non produrre i risultati attesi sul fronte dei prezzi.

“L’intesa sul gasolio russo è una scelta molto rischiosa”, ha affermato Meloni davanti ai senatori. La presidente del Consiglio ritiene che l’operazione possa offrire una legittimazione politica alla Russia mentre continuano i bombardamenti sulle città ucraine, oltre a generare nuove risorse per sostenere lo sforzo bellico.

Il timore espresso a Palazzo Madama riguarda anche la tenuta della pressione economica su Mosca. Per Meloni, l’accordo rischia di indebolire indirettamente lo strumento delle sanzioni e di allontanarsi dalla linea seguita finora dai Paesi occidentali, compresi gli Stati Uniti, per spingere Vladimir Putin verso un negoziato.

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La difesa non sottrae fondi al welfare

Nel suo intervento, la presidente del Consiglio ha affrontato anche il tema delle maggiori spese militari. Ha spiegato che l’Italia ha deciso di non utilizzare per intero il margine aggiuntivo disponibile per la difesa, ma ha respinto l’idea che le risorse destinate alla sicurezza siano state sottratte a sanità o scuola.

Meloni ha sostenuto che, senza l’impiego per la difesa, quei fondi non sarebbero comunque stati disponibili per altri capitoli di spesa. Ha quindi accusato di mentire consapevolmente chi presenta l’aumento della sicurezza come una sottrazione diretta di risorse agli ospedali e al welfare, definendo “governo di guerrafondai” l’etichetta utilizzata dai suoi critici.

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