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Politica 1 min di lettura1 ora fa

Kiev, Meloni alza il tono: il monito contro il trasformismo

In Aula la presidente del Consiglio difende la linea sull’Ucraina e invita chi l’ha abbandonata a dimettersi e ripresentarsi agli elettori

La premier Giorgia Meloni ha respinto alla Camera le accuse sulla posizione del governo rispetto all’Ucraina, sostenendo che l’indirizzo seguito fosse già contenuto nel programma elettorale con cui gli esponenti della maggioranza hanno ottenuto il mandato parlamentare. Nel mirino della replica è finita Laura Ravetto, oggi in Futuro nazionale dopo il passaggio dalla Lega.

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La replica sul programma elettorale

Intervenendo in Aula, Meloni ha ricordato che la politica del governo su Kiev non rappresenterebbe una svolta improvvisa, ma l’attuazione di impegni già presentati agli italiani. “Quello che stiamo facendo sull'Ucraina è quello che c'è scritto nel nostro programma”, ha detto durante la replica.

La presidente del Consiglio ha poi riconosciuto la possibilità che il cambiamento di orientamento sia sincero. Tuttavia, ha collegato la tempistica della nuova posizione alla fase conclusiva della legislatura e al tema della rielezione, lasciando intendere che il passaggio non possa essere motivato soltanto da convenienze politiche.

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L’accusa di trasformismo

Il punto più duro del confronto ha riguardato la permanenza in Parlamento di chi sostiene oggi tesi diverse da quelle con cui era stato eletto. Meloni ha affermato che, se il mutamento fosse autentico, la scelta più coerente sarebbe lasciare l’incarico e sottoporsi nuovamente al giudizio degli elettori.

“Altrimenti siamo davanti ai tanti casi di trasformismo”, ha concluso la premier, rivolgendosi a Ravetto e agli altri parlamentari che hanno modificato la propria collocazione politica. La dichiarazione è arrivata in Aula alla Camera, nel corso della replica, dopo l’intervento della deputata.

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