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Politica 2 min di lettura40 min fa

Veltroni, il bivio del centrosinistra: prima 10 idee, poi le primarie

L’ex segretario del Pd invita la coalizione a concordare una piattaforma breve e condivisa prima di scegliere il candidato alla guida.

La coalizione progressista dovrebbe chiarire anzitutto che cosa vuole realizzare, prima di concentrarsi sulla scelta del leader. È questa la sollecitazione rivolta da Walter Veltroni al campo largo durante la sua partecipazione a Che tempo che fa, in un momento in cui il centrosinistra potrebbe affidare alle primarie la selezione del candidato, con Elly Schlein e Giuseppe Conte tra i possibili protagonisti.

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Prima le idee, poi la leadership

Secondo Veltroni, l’obiettivo di impedire la vittoria degli avversari può unire le forze politiche soltanto in una prima fase. «Stare uniti per non far vincere gli altri non basta, bisogna governare bene», ha spiegato, indicando nella qualità dell’azione di governo il vero criterio con cui gli elettori giudicherebbero una futura maggioranza.

L’ex leader del Pd ha quindi suggerito di mettere a punto una piattaforma ridotta a dieci priorità. Tra i temi da affrontare ha citato scuola, lavoro, Ucraina, Europa e sicurezza, insieme alle questioni più sentite dai cittadini e alle scelte destinate a incidere sul futuro del Paese.


Il precedente che alimenta il dubbio

Nel ragionamento di Veltroni pesa anche l’esperienza del 2006, quando una coalizione molto ampia riunì forze politiche lontane tra loro, dall’Udeur di Mastella a Rifondazione Comunista. Le differenze, rimaste in secondo piano durante la costruzione dell’alleanza, emersero poi nella gestione dell’esecutivo.

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Allora, ha ricordato, venne elaborato un documento programmatico di 200 pagine e soltanto l’autorevolezza di Romano Prodi riuscì a tenere insieme quello schieramento. Proprio per evitare una nuova fragilità, Veltroni ha invitato a definire una base comune prima di decidere se ricorrere alle primarie o ad altri meccanismi di selezione.


Il rischio di una vittoria divisa

Per Veltroni, scegliere il candidato senza un’intesa preventiva sui contenuti potrebbe accentuare le distanze interne. «Bisognerebbe partire dal programma», ha detto, osservando che chi prevalesse nella consultazione rischierebbe di rappresentare soltanto una componente della coalizione.

Se le diverse forze arrivassero al voto con proposte incompatibili, sarebbe difficile convincere gli elettori dell’area sconfitta a sostenere il vincitore. La priorità, dunque, sarebbe individuare dieci grandi obiettivi capaci di tenere insieme l’alleanza durante la campagna elettorale e, in seguito, nell’attività di governo.

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