Vannacci cresce, Gabrielli rompe gli indugi: «Prima il progetto
L’ex capo della polizia aderisce all’iniziativa di Ernesto Maria Ruffini e punta a un centrosinistra più ampio, senza chiedere incarichi o garanzie personali.
Il risultato di Roberto Vannacci viene letto da Franco Gabrielli come un campanello d’allarme per l’esecutivo, in particolare sui dossier legati a sicurezza e immigrazione. Proprio mentre il consenso dell’ex generale continua a essere discusso, l’ex capo della polizia annuncia il proprio ingresso nell’area politica costruita attorno a Ernesto Maria Ruffini.
Gabrielli chiarisce però di non voler creare una formazione personale né aspettare un eventuale incarico di governo. La sua scelta, spiega, nasce dalla volontà di contribuire direttamente alla definizione di una nuova idea di Paese.
Gabrielli punta sul progetto Ruffini
L’ex prefetto non intende muoversi da solo. Ha scelto di affiancare il percorso già avviato da Ruffini perché vi riconosce principi e obiettivi compatibili con la propria visione politica, senza porre condizioni legate a ruoli futuri.
«Non chiedo incarichi né garanzie: viene prima il progetto, tutto il resto dopo», afferma Gabrielli. La priorità, dunque, non è ottenere una posizione istituzionale, ma partecipare alla costruzione di un’iniziativa ritenuta capace di incidere sul futuro del Paese.
Un centrosinistra più largo
Nel delineare la collocazione di Più uno, Gabrielli esclude sia la ricerca di una posizione neutrale tra i due schieramenti sia l’idea di un centro autosufficiente. L’obiettivo indicato è stare nel centrosinistra per ampliarne il perimetro e rafforzarne credibilità e capacità di governo.
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La proposta, secondo l’ex capo della polizia, non dovrebbe ridursi a un cartello elettorale nato soltanto per contrapporsi alla destra. La prospettiva è invece quella di un’alleanza fondata su una visione condivisa dell’Italia, non sulla semplice somma di sigle.
L’attacco sulle politiche del governo
Interpellato sull’ascesa di Roberto Vannacci nei sondaggi, Gabrielli individua nella sua affermazione una responsabilità diretta dell’attuale maggioranza. A suo giudizio, il consenso raccolto dall’ex generale evidenzia soprattutto le difficoltà del governo nel mantenere le promesse fatte su sicurezza e immigrazione.
«Il successo di Vannacci mostra anche il fallimento del governo», sostiene Gabrielli, ricordando che molte delle posizioni oggi espresse dall’ex generale riprenderebbero temi utilizzati da Giorgia Meloni quando si trovava all’opposizione. Una lettura che lega la crescita di Vannacci alla distanza tra gli impegni annunciati e le risposte offerte dall’esecutivo.
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