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Politica 3 min di lettura6 giorni fa

Vannacci a Reggio lancia la sfida: "destra vera" e voto libero

Alla chiusura della campagna per le suppletive il generale alza i toni in piazza Duomo, difende Futuro nazionale e punge la linea del centrodestra.

L’appello finale è arrivato davanti ai sostenitori: per Roberto Vannacci, il 27 e 28 settembre non sarà una scelta qualunque, ma un bivio tra chi obbedisce e chi decide autonomamente. Nel suo intervento a Reggio Calabria, il generale ha contrapposto il “voto dell’obbedienza” a quello “della libertà”, invitando gli elettori a mandare a Roma un loro concittadino.


L’affondo contro la linea del governo

Nel passaggio più netto della serata, Vannacci ha rimesso al centro la guerra in Ucraina e ha preso le distanze dall’impostazione seguita fin qui dall’esecutivo. Ha sostenuto che le risorse destinate a Kiev dovrebbero restare in Italia, per famiglie, imprese, giovani e ospedali, e ha rilanciato con parole molto dure: “Basta armi e soldi all’Ucraina e viva la pace”.

Ha poi lasciato intendere che il dialogo con la maggioranza non è chiuso, pur senza rinunciare a difendere la propria coerenza politica. Riferendosi in particolare alla Lega, suo ex partito, ha spiegato di riconoscersi negli stessi valori di sempre e ha avvertito che, se qualcuno si allontana da quei principi, a smarrire la rotta sarà chi cambia direzione, non lui.


Piazza Duomo come messaggio al centrodestra

La chiusura della campagna elettorale per le suppletive si è svolta in piazza Duomo, nel centro di Reggio Calabria, una scelta che ha inevitabilmente assunto anche un significato politico. Il luogo, infatti, si trova nel cuore di una città dove Forza Italia è risultata la lista più votata sia alle comunali sia alle regionali, e la presenza di Vannacci è stata letta come una provocazione indirizzata a tutto il centrodestra.

Accanto al generale c’era Domenico Giannetta, candidato di Futuro nazionale, con cui Vannacci ha condiviso il palco davanti a circa 500 persone. Tra sostenitori radunati sotto la pedana e passanti fermatisi all’ingresso della piazza e lungo corso Garibaldi, l’evento ha attirato anche chi era lì per la curiosità suscitata dalla sua presenza.

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Prima di prendere la parola, Vannacci aveva chiarito che la sua intenzione non era quella di mettersi contro Forza Italia, ma di spingere Futuro nazionale. Subito dopo, però, ha ribadito una linea identitaria molto marcata: secondo lui il movimento rappresenta una destra “vera” e “autentica”, senza vergogna, in contrapposizione a chi, pur dichiarandosi di destra, avrebbe seguito una politica troppo annacquata.


Il candidato locale e la sfida del 27

Dal palco il generale ha insistito molto anche sulla figura di Giannetta, presentandolo come un profilo radicato nel territorio e quindi adatto a correre nelle suppletive. Nel suo intervento ha allargato il discorso fino alla politica internazionale, ma il messaggio principale è rimasto quello di una destra che, nelle sue intenzioni, non deve diluire i propri riferimenti.

Tra i paletti indicati da Vannacci ci sono sovranità, meritocrazia e identità, tre parole che ha usato per delimitare il perimetro politico della sua proposta. L’obiettivo, ha spiegato ai cronisti, è quello di dare rappresentanza alla destra italiana senza compromessi.

Intanto, sul versante opposto del centrodestra, Fabio Roscioli ha ricevuto il sostegno del Partito liberaldemocratico di Luigi Marattin, mentre il candidato del campo largo, Frank Benedetto, ha continuato la propria campagna con toni più bassi e senza clamore. La contesa per le suppletive resta così aperta, con il confronto politico che si è spostato anche sulla forza simbolica della piazza scelta da Vannacci.

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