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Politica 3 min di lettura30 set

Lavoro domestico, il conto nascosto: donne più esposte alla dipendenza

Una ricerca della Sapienza mostra il legame tra cura non retribuita, dipendenza economica e permanenza di modelli familiari tradizionali

La distribuzione squilibrata del lavoro domestico e di cura può trasformarsi in una vulnerabilità economica concreta. Quando il reddito delle donne si riduce insieme alla loro presenza nel mercato del lavoro, aumenta infatti la dipendenza dal partner e, con essa, il rischio di subire forme di controllo finanziario o coercizione.


La cura pesa anche sul potere economico

Secondo le ricercatrici, l'indebolimento dell'autonomia reddituale può ridurre la capacità delle donne di negoziare all'interno della coppia. Il problema, dunque, non riguarda soltanto il modo in cui viene impiegato il tempo, ma anche le conseguenze che una ripartizione iniqua può produrre sulla sicurezza economica e sull'esposizione alla violenza economica.

Per contrastare questo meccanismo, lo studio indica la necessità di rafforzare i servizi destinati alla cura, aumentando sia i posti disponibili sia l'ampiezza degli orari. Congedi di paternità, maggiore flessibilità, lavoro da remoto e tutele per i padri impegnati nella cura vengono indicati tra gli strumenti utili a rendere più equilibrato il rapporto tra occupazione e responsabilità familiari.


Le norme tradizionali restano forti

La ricerca rileva che il 52% degli uomini considera favorevole l'idea che siano le donne a occuparsi del lavoro non retribuito. La stessa convinzione è condivisa dal 45% delle donne. Tra gli uomini che rifiutano la divisione tradizionale dei ruoli, il tempo dedicato ogni giorno alle attività domestiche e assistenziali arriva in media a 147 minuti, contro i 130 registrati tra quelli che invece la approvano.

Anche tra le donne emerge una differenza significativa: chi non concorda con l'assetto tradizionale svolge mediamente 309 minuti di lavoro non retribuito al giorno, mentre chi lo considera corretto ne accumula 357. Per Erica Aloè, le politiche pubbliche possono precedere il cambiamento culturale: quando cambiano le regole e i servizi, anche le aspettative sociali tendono a modificarsi.


Il reddito più alto non basta

Il divario rimane evidente persino nelle coppie in cui la donna guadagna più del partner. In media, le donne dedicano circa 300 minuti al giorno alle attività domestiche e di cura senza compenso, mentre gli uomini ne impiegano 130. Tra le percettrici di reddito più elevato con meno di 35 anni, il dato scende a 200 minuti, ma resta comunque superiore ai 130 minuti medi dei partner nelle diverse fasce d'età.

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Un modello empirico elaborato nello studio ha poi esaminato il rapporto tra il tempo impiegato nel lavoro non retribuito e la dipendenza economica. Per le donne, ogni ora aggiuntiva dedicata a queste attività è associata a una crescita del 2% della probabilità di dipendere economicamente dal partner; tra gli uomini, invece, l'effetto rilevato è pari a 0.


Il mercato del lavoro penalizza la cura

La ricerca è stata realizzata da Erica Aloè, ricercatrice, e Marcella Corsi, professoressa ordinaria di Economia politica, presso il Dipartimento di Scienze statistiche della Sapienza Università di Roma. Il lavoro rientra nelle attività di Minerva - Laboratorio sulla diversità e la diseguaglianza di genere.

Aloè e Corsi sottolineano che il sistema occupazionale tende a considerare la responsabilità di cura come una caratteristica legata alle lavoratrici, con effetti negativi sulle assunzioni, sui percorsi professionali e sulle retribuzioni. La ricercatrice osserva: «La base risolutiva sono politiche di divisione del lavoro di cura sia tra i partner che all'interno della società».

Le autrici richiamano inoltre la necessità di proteggere chi si occupa dei figli o di altri familiari, evitando che l'impegno assistenziale comporti penalizzazioni professionali. La disponibilità di servizi adeguati, insieme a un'organizzazione del lavoro più compatibile con la vita familiare, viene considerata decisiva per ridurre la distanza tra uomini e donne.

L'analisi è stata condotta in vista della pubblicazione del volume «Potere di prendersi cura e di non prendersi cura: ruoli di genere e lavoro di cura nel mondo dalla prospettiva dell'economia femminista», pubblicato da Palgrave e curato da Kongar & Connelly.

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