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Politica 3 min di lettura30 set

Bufera a Reggio Emilia: il caso Bossi scuote il Pd

Una frase pronunciata in Consiglio comunale contro Umberto Bossi e alcuni commenti sui social spingono il centrodestra a chiedere le dimissioni di Antonio Casella.

La polemica politica a Reggio Emilia è esplosa dopo un intervento di Antonio Casella, consigliere comunale del Pd, durante una seduta dell’assemblea cittadina. Nel mirino sono finite sia le parole rivolte alla memoria di Umberto Bossi sia un’espressione offensiva attribuita dallo stesso esponente dem ad alcuni utenti sui social.

Il centrodestra ha reagito chiedendo che Casella lasci l’incarico e sollecitando una presa di posizione ufficiale del Partito democratico. Il consigliere, interpellato dalla Gazzetta di Reggio, ha però spiegato di essersi riferito alle idee sostenute per anni dal fondatore della Lega e non alla sua persona.


La frase che ha fatto esplodere il caso

La discussione era nata durante il confronto sul decreto Scuola, inserito nell’ordine del giorno dalla consigliera di maggioranza Cinzia Ruozzi. Cristian Paglialonga, rappresentante di Fratelli d’Italia, aveva contestato il riferimento alle differenze culturali e alle difficoltà linguistiche, giudicandolo denigratorio nei confronti dei meridionali.

Casella ha replicato ricordando le posizioni storicamente attribuite alla Lega sul Mezzogiorno. Nel suo intervento ha detto: «Per fortuna il suo ideatore qua è stato chiamato dal Signore pochi mesi fa». Il riferimento a “questa cosa qua” era alla Lega, mentre l’“ideatore” indicato nel passaggio era Umberto Bossi, scomparso a marzo.

Nella stessa vicenda è finita anche un’altra espressione attribuita al consigliere, che avrebbe definito «feccia che vi vota» alcuni utenti autori di commenti a lui sgraditi. Il caso ha così assunto una doppia dimensione: da un lato lo scontro sulle origini e sull’evoluzione della Lega, dall’altro il linguaggio utilizzato da un rappresentante delle istituzioni.


La Lega invoca le dimissioni

Laura Cavandoli, deputata della Lega, ha giudicato inaccettabile trasformare la morte di una figura politica in un’arma polemica. Secondo la parlamentare, il dissenso può essere anche molto duro, ma chi ricopre un incarico pubblico dovrebbe mantenere un limite di rispetto, soprattutto durante una seduta consiliare. Cavandoli ha inoltre criticato il silenzio del Pd.

Dello stesso tenore la posizione di Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna, che ha parlato di un’offesa alla memoria di Bossi e di una delegittimazione postuma del leader leghista. A suo giudizio, l’episodio dovrebbe portare alle dimissioni di Casella e a una chiara presa di distanza da parte del partito di appartenenza.

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Anche la senatrice Elena Murelli ha definito le dichiarazioni «aberranti e inaccettabili». La parlamentare ha sostenuto che quelle parole feriscano i familiari di Bossi e l’intera comunità leghista, chiedendo al consigliere di rinunciare al mandato e alla sinistra di condannare pubblicamente l’accaduto.


Fratelli d’Italia chiede anche scuse

Michele Barcaiuolo, senatore e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia in Emilia-Romagna, ha definito gravissimo il comportamento di Casella. Oltre a contestare la forma dell’intervento, ha sottolineato che un consigliere comunale rappresenta tutti i cittadini, compresi quelli che non condividono le sue posizioni politiche.

Barcaiuolo ha quindi indicato le dimissioni come conseguenza coerente, ma ha chiesto prima di tutto delle scuse rivolte ai reggiani, agli elettori coinvolti e a chiunque sia stato insultato. Il senatore ha inoltre domandato al Pd se consideri quel linguaggio compatibile con i propri valori.


La replica di Antonio Casella

Casella ha ridimensionato la ricostruzione delle opposizioni, sostenendo che il suo intervento riguardasse il pensiero politico espresso da Bossi nell’arco di trent’anni. Il consigliere ha ricordato che, secondo quanto affermato in aula, quella Lega non esisterebbe più e ha detto di non comprendere per quale motivo gli vengano richieste le dimissioni.

Quanto al confronto con Paglialonga, Casella ha riferito che il collega avrebbe dedicato circa dieci minuti ad accusare il Pd di razzismo. La sua versione lega dunque la frase contestata al merito dello scontro politico e non a un giudizio sulla morte dell’ex leader leghista.

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