Un milione e una minaccia: il caso Rigato divide l’aula
La Procura di Monza ha sollecitato 3 anni e 6 mesi per Giovanna Rigato, mentre la difesa chiede l’assoluzione nel procedimento avviato da Silvio Berlusconi
Tre anni e sei mesi di carcere sono la pena richiesta dalla Procura di Monza per Giovanna Rigato, accusata di avere tentato di ottenere un milione di euro da Silvio Berlusconi. La difesa, al contrario, sostiene che non ci fu alcuna estorsione e punta all’assoluzione dell’ex concorrente del Grande Fratello.
La discussione davanti al Tribunale di Monza si è quindi conclusa con due ricostruzioni opposte. Il prossimo appuntamento in aula è fissato per il 18 novembre, quando sono previste le repliche.
Douglas
-20% su ordini da 69€ da Douglas
La richiesta da un milione resta il nodo
Secondo l’accusa, Rigato avrebbe prospettato a Berlusconi la possibilità di rendere dichiarazioni molto compromettenti davanti ai magistrati, collegando questa eventualità al mancato pagamento della somma. Il pubblico ministero Alessio Rinaldi ha ritenuto questo comportamento sufficiente a sostenere l’imputazione e ha chiesto la condanna.
Il procedimento riguarda fatti riferiti anche alla Procura di Milano dall’ex presidente del Consiglio. Il rinvio a giudizio è stato disposto nel 2021 e, durante il dibattimento, sono state ascoltate tra gli altri Karima El Mahroug, conosciuta come Ruby, e Barbara Guerra.
La difesa contesta l’intento estorsivo
Gli avvocati Stefano Gerunda e Corrado Viazzo hanno chiesto in via principale che Rigato venga assolta perché il fatto non costituisce reato. In alternativa, hanno proposto di ricondurre la vicenda all’esercizio arbitrario delle proprie ragioni, ipotesi che secondo la difesa sarebbe ormai prescritta.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Gerunda ha sostenuto che la sua assistita non volesse ricattare Berlusconi, ma cercasse un risarcimento per danni che riteneva di avere subito sul piano personale e professionale. La donna si sarebbe sentita ingiustamente associata alle cosiddette “olgettine” e aveva presentato denunce per diffamazione, poi archiviate.
I figli di Berlusconi parte civile
Nel processo si sono costituiti parte civile i cinque figli di Silvio Berlusconi: Marina, Piersilvio, Barbara, Eleonora e Luigi. Hanno proseguito l’iniziativa giudiziaria intrapresa dal padre nel procedimento relativo alla presunta richiesta di denaro.
La difesa ha inoltre collegato la domanda economica alla mancata tutela percepita da Rigato dopo l’esposizione mediatica delle vicende di Arcore. Secondo questa versione, l’uscita dai programmi televisivi e la delusione per alcuni sostegni che sarebbero stati promessi dall’ex premier contribuirono alla scelta di chiedere un ristoro, senza però rivolgersi alla stampa per trarne profitto.
Continua a leggere
Manovra, strade e Autonomia: la partita aperta dal Cdm
Approvato il Documento di bilancio da trasmettere a Bruxelles, insieme alle nuove regole per gli automobilisti e agli accordi con quattro Regioni.
Manovra in attesa, ma il Dpb passa: cosa ha deciso il Cdm
Il governo ha approvato il Documento programmatico di bilancio e il nuovo Codice della strada, rinviando invece l’esame della legge di bilancio.
Autonomia, la svolta scuote la Lega: ora il passaggio decisivo
Il governo ha presentato i disegni di legge per quattro Regioni, mentre il congresso leghista si avvicina tra tensioni interne e strategie elettorali
Autonomia, il dossier arriva in Parlamento: quattro Regioni al via
Il governo ha dato il via libera alle intese definitive per Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto e al Documento programmatico di bilancio