Ucraina, Schlein alza la voce: «La pace non sia una resa
La leader del Partito Democratico invoca un unico interlocutore europeo per sostenere Kiev e impedire negoziati poco trasparenti tra Trump e Putin.
La pace in Ucraina non dovrà tradursi nell’accettazione delle condizioni imposte da chi ha aggredito il Paese. È la posizione ribadita da Elly Schlein, che chiede all’Europa di assumere un ruolo diplomatico più compatto e riconoscibile.
Schlein: serve una voce europea
Secondo la segretaria del Partito Democratico, l’Unione europea dovrebbe affidare a un solo negoziatore il compito di rappresentarla nei tentativi di soluzione del conflitto. L’obiettivo, ha spiegato, è evitare che il confronto internazionale venga condizionato da contatti poco chiari tra Donald Trump e Vladimir Putin.
Schlein ha collegato il sostegno all’Ucraina alla difesa concreta dei principi europei. Accanto all’aiuto a una popolazione colpita dall’invasione, ha sottolineato la necessità di rafforzare l’iniziativa politica e diplomatica, così da perseguire un accordo equo senza trasformarlo in una capitolazione.
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Il ricordo di Sassoli
Le parole sono state pronunciate a margine della cerimonia dedicata a David Sassoli. Rispondendo a una domanda sul rapporto tra i valori dell’Unione e l’appoggio a Kiev, Schlein ha richiamato la figura dell’ex presidente del Parlamento europeo.
«Sassoli era stato dichiarato persona non grata, e ne era anche orgoglioso», ha ricordato la leader dem. Il riferimento è arrivato mentre veniva ribadita l’importanza di difendere il progetto europeo anche attraverso il sostegno al popolo ucraino e una strategia comune sul piano internazionale.
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