Ucraina, la svolta indicata da Salvini: «È il momento della diplomazia
Il vicepremier critica il sostegno finanziario senza fine a Kiev e ipotizza il ritorno agli acquisti di energia russa dopo la guerra.
Matteo Salvini riporta il tema del conflitto in Ucraina sul terreno della diplomazia e avverte che l’Europa non potrà continuare indefinitamente a finanziare Kiev. Il vicepremier e leader della Lega ha parlato al Parlamento europeo, poco prima dell’incontro dei Patrioti in preparazione del Consiglio europeo.
Secondo Salvini, l’eventuale conclusione della guerra dovrebbe anche riaprire la discussione sulle forniture energetiche, seguendo il criterio dei prezzi più convenienti. Il riferimento è al gas e al petrolio provenienti dalla Russia.
Douglas
Fino al -25% su Douglas via app
Salvini chiede di cambiare approccio
Nel suo intervento, il vicepremier ha sostenuto che Italia, Francia e gli altri Paesi europei abbiano già fornito un sostegno consistente all’Ucraina. Ha aggiunto che gli aiuti avrebbero dovuto essere destinati alla difesa della popolazione e non alimentare fenomeni di corruzione o pagamenti illeciti.
La posizione espressa da Salvini è netta: «Abbiamo dato tanto, non potremo sostenere Kiev all’infinito». A suo giudizio, il conflitto dovrebbe terminare prima delle tempistiche evocate da Marine Le Pen, mentre la priorità attuale dovrebbe diventare l’apertura di un percorso negoziale.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Il nodo delle forniture energetiche
Rispondendo alle domande sulla possibilità di tornare ad acquistare gas russo, anche alla luce dell’apertura di Donald Trump a questa ipotesi, Salvini ha richiamato la necessità di valutare i costi. Ha citato Francia, Spagna e Belgio come Paesi dell’Unione europea che, secondo lui, continuano a comprare energia ottenendo un vantaggio economico.
«A guerra finita dobbiamo tornare a comprare gas e petrolio dove costano meno», ha dichiarato. Prima di escludere questa soluzione, il leader della Lega invita quindi a osservare le scelte già compiute da altri governi europei e i relativi effetti sui loro bilanci.
Continua a leggere
Giornate nazionali, Mattarella frena: già 51 e le scuole non bastano
Il presidente della Repubblica invita Parlamento e istituzioni a ridurre il ricorso a nuove ricorrenze legislative e segnala il peso crescente sulle scuole
Mattarella firma la giornata della carta: il nodo delle 51 ricorrenze
Il Capo dello Stato ha promulgato la legge sul riciclo, ma nella lettera alle Camere segnala l’aumento delle celebrazioni e il peso crescente per le scuole.
Ucraina, l’opposizione si divide: cinque mozioni e applausi a Meloni
Pd, 5 Stelle, Avs, Italia Viva e +Europa hanno presentato testi distinti sul sostegno a Kiev, mostrando posizioni lontane già nel dibattito al Senato.
Vannacci sposta i seggi: 225 alla Camera per il centrodestra
La simulazione basata sulle intenzioni di voto assegna il vantaggio al centrosinistra senza Futuro Nazionale, ma lo scenario cambia con la formazione di Roberto Vannacci.