Giornate nazionali, Mattarella frena: già 51 e le scuole non bastano
Il presidente della Repubblica invita Parlamento e istituzioni a ridurre il ricorso a nuove ricorrenze legislative e segnala il peso crescente sulle scuole
Il presidente della Repubblica chiede di interrompere la crescita continua delle giornate nazionali istituite per legge. Secondo Sergio Mattarella, l'accumulo di ricorrenze rischia di svuotarne il significato e di imporre agli istituti scolastici un numero ormai difficilmente sostenibile di attività.
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Mattarella chiede una stretta
Nella lettera inviata ai presidenti di Camera e Senato, il capo dello Stato ha sollecitato un uso più prudente dello strumento legislativo. A suo giudizio, molte delle finalità perseguite attraverso queste ricorrenze potrebbero essere raggiunte anche con modalità diverse dall'approvazione di una nuova legge.
Mattarella ha osservato che alcune giornate conservano un'importante funzione commemorativa o trasmettono messaggi di valore, ma ha messo in dubbio che tutte abbiano la medesima rilevanza. Da qui l'invito a «contenere in termini ragionevoli la tendenza ad accrescere i giorni dedicati».
Scuole sempre più sotto pressione
Il problema riguarda anche l'applicazione concreta delle norme. Le disposizioni prevedono spesso iniziative organizzate da amministrazioni pubbliche, scuole e, in alcuni casi, università, con lezioni o momenti di divulgazione dedicati al tema della ricorrenza.
Per il presidente della Repubblica, è ormai poco realistico pensare che gli istituti possano farsi carico di ogni attività prevista dalle numerose leggi senza sottrarre spazio all'insegnamento ordinario. L'alternativa, ha rilevato, sarebbe ridurre il tempo destinato alle materie scolastiche.
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Cinquantuno ricorrenze in totale
Il conteggio citato da Mattarella comprende 51 giornate, oltre alle feste nazionali. Nelle ultime tre legislature il Parlamento ne ha introdotte 36 e 20 di queste sono state approvate durante quella attualmente in corso.
Il presidente ha sottolineato anche l'assenza di criteri comuni per decidere quali valori, eventi o temi debbano ottenere una giornata dedicata. L'aumento delle ricorrenze, ha spiegato, rende sempre più difficile garantire che gli obiettivi fissati dalle singole norme producano davvero un effetto concreto.
La presa di posizione è arrivata il 15 ottobre, quando Mattarella ha promulgato la legge che istituisce la giornata nazionale del riciclo della carta. Il provvedimento era stato approvato da entrambe le Camere e, non ravvisando evidenti profili di incostituzionalità, il capo dello Stato ha proceduto alla promulgazione. Nella stessa comunicazione ha ricordato anche la recente legge sulla giornata nazionale della meraviglia, approvata pochi giorni prima.
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