Carcere, il 98% non torna a delinquere: il piano da 280 milioni
Andrea Ostellari rilancia il ruolo della formazione penale e collega una giustizia più rapida alla sicurezza e alla crescita del Paese.
Un riconoscimento a Meritocrazia Italia ha aperto l’intervento di Andrea Ostellari al suo ottavo congresso nazionale. Il sottosegretario alla Giustizia ha descritto l’associazione come una realtà composta da molti giovani impegnati nella cittadinanza attiva: «Continuare con quello che stanno facendo: è una realtà positiva, formata peraltro da tantissimi giovani che si mettono a disposizione come cittadini attivi. Di questo credo che l’Italia abbia bisogno».
Nel suo ragionamento, Ostellari ha collegato il buon funzionamento della giustizia anche alle prospettive economiche del Paese. A suo giudizio, un sistema più efficiente può incidere per due punti di Pil, favorendo la fiducia di chi decide di investire.
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Tempi più brevi, fiducia più solida
Tra i dati citati dal sottosegretario figura la diminuzione della durata dei procedimenti civili: dai sei anni del 2022 si sarebbe passati a tre anni e mezzo. Anche sul versante penale sarebbe stata registrata una contrazione, pari al 33%.
Ostellari ha sostenuto che la meritocrazia debba accompagnarsi a risultati concreti nell’amministrazione della giustizia. In questo quadro, chi investe e sceglie di puntare sull’Italia può farlo, secondo il sottosegretario, guardando con maggiore fiducia alle prospettive future.
Formazione per cambiare percorso
La parte centrale dell’iniziativa riguarda detenuti e minori coinvolti nell’esecuzione penale. L’obiettivo è fornire competenze spendibili, attraverso la formazione professionale e l’apprendimento di un mestiere, così da rendere più concreto il ritorno nella società.
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Ostellari ha indicato un risultato considerato significativo: «Il 98% di chi impara un mestiere all’interno di questo percorso di esecuzione penale, poi quando esce non delinque più». Il progetto, ha spiegato, punta quindi a trasformare il periodo della pena in un’occasione per costruire un’alternativa alla criminalità.
Le risorse destinate al reinserimento
Per il programma nazionale sono previsti circa 280 milioni di euro. Di questi, 144 milioni sono rivolti alle persone detenute negli istituti penitenziari, mentre 75 milioni riguardano chi sta scontando la pena attraverso una misura alternativa.
Un’ulteriore quota di 30 milioni è destinata ai minori. Secondo Ostellari, l’intervento dà applicazione alla finalità rieducativa stabilita dall’articolo 27 della Costituzione e, nello stesso tempo, può contribuire a rendere più sicure le comunità. Il sottosegretario ha definito il progetto unico nel suo genere perché offre ai destinatari strumenti per provare a cambiare vita.
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