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Politica 2 min di lettura11 ott

Ucraina, Fratoianni: il centrosinistra cerca una via diplomatica

Il leader di Sinistra Italiana chiede un’iniziativa europea per fermare il conflitto e respinge le accuse di vicinanza a Putin rivolte all’alleanza progressista.

Fermare la guerra in Ucraina deve diventare la priorità del centrosinistra, ma per riuscirci serve una proposta diplomatica costruita a livello europeo. È questa la posizione espressa da Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana e deputato di AVS, intervenuto alla festa di Fanpage all’Acquario Romano.

Il tema divide l’alleanza, soprattutto per il rifiuto del Movimento 5 Stelle e di AVS di sostenere nuove forniture di armi a Kiev. Fratoianni ha però escluso che questa posizione possa essere confusa con un atteggiamento favorevole al Cremlino.


Fratoianni chiede una svolta europea

Secondo il leader rossoverde, il centrosinistra deve prendere le distanze da una strategia fondata soltanto sull’aumento della pressione militare. A suo giudizio, negli ultimi quattro anni la difesa dell’Ucraina è stata talvolta sovrapposta alla prosecuzione senza fine del conflitto, mentre ora occorre lavorare per interrompere quella che ha definito una strage.

Fratoianni ha indicato nell’Unione europea il livello politico finora mancato per mettere sul tavolo le diverse ipotesi negoziali. Il confronto, ha avvertito, non dovrebbe trasformarsi in una gara tra partiti per stabilire chi occupa una posizione più netta: al centro restano le vittime e la necessità di fermare i combattimenti.


Respinte le accuse al campo largo

Nel suo intervento, Fratoianni ha ribadito che tutti nel centrosinistra riconoscono l’aggressione russa all’Ucraina e la responsabilità di Vladimir Putin. «Non ci sono filoputiniani tra di noi», ha affermato, ricordando di essere stato accusato di questa vicinanza, così come Giuseppe Conte, in momenti diversi.

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Il segretario di Sinistra Italiana ha collegato queste contestazioni anche alle polemiche sulla guerra in Medio Oriente. Ha sostenuto che la condanna dei crimini di guerra attribuiti alle autorità di Tel Aviv venga spesso accompagnata da accuse di antisemitismo, respinte con fermezza.


Conte attacca la scelta di Trump

Sulla crisi ucraina è intervenuto anche Giuseppe Conte, criticando l’intesa tra Donald Trump e Vladimir Putin sulla fornitura di gas russo agli Stati Uniti. L’ex presidente del Consiglio ha descritto il contatto tra i due leader come destabilizzante e ha accusato Trump di aver abbandonato l’Europa, con il rischio di spingere il continente verso l’isolamento.

Conte ha evitato di esprimere giudizi sul presidente ucraino Volodymyr Zelensky e sul suo eventuale impegno per i negoziati. Ha invece spostato l’attenzione sulle scelte europee, chiedendo a chi rifiuta la trattativa e sostiene la prosecuzione della guerra di spiegare con quali risorse finanziare il sostegno militare a Kiev.

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