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Politica 1 min di lettura3 ore fa

Stabilicum, la sfida delle opposizioni arriva alla Consulta: 30 ricorsi

Il 26 ottobre scatterà l’entrata in vigore della riforma, mentre i partiti contrari preparano una serie di impugnazioni sui suoi punti più contestati.

Il nodo più delicato riguarda il Senato: secondo le opposizioni, la nuova normativa non risolverebbe il problema della rappresentanza perché i suoi membri dovrebbero essere scelti ancora su base regionale. È uno dei profili sui quali si concentrerà l’iniziativa giudiziaria annunciata dai partiti contrari alla riforma.


Il Senato resta il punto critico

La contestazione non si limita alla composizione di Palazzo Madama. Nel mirino finiscono anche le regole che assegnano il premio di maggioranza, considerate sproporzionate dalle forze di opposizione, e la possibilità di indicare già prima del voto il nome del presidente del Consiglio.

Tra gli altri aspetti criticati figura la disciplina della rappresentanza femminile. Le opposizioni mettono inoltre in discussione l’incremento delle sottoscrizioni necessarie per depositare una lista, ritenendo che la modifica possa rendere più difficile la partecipazione elettorale.


Trenta ricorsi già programmati

L’iniziativa giudiziaria dovrebbe concretizzarsi il 26 ottobre, data prevista per l’entrata in vigore dello Stabilicum. In quella giornata sono attesi 30 ricorsi, distribuiti sul territorio nazionale, con l’obiettivo di sottoporre la legge al vaglio della Corte costituzionale.

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La strategia punta a ottenere una pronuncia della Consulta prima delle prossime elezioni. Le forze politiche che contestano il provvedimento sostengono infatti che la riforma presenti sei elementi di possibile illegittimità e la definiscono senza mezzi termini: «È incostituzionale».


La battaglia dopo l’approvazione

La mobilitazione arriva dopo il via libera parlamentare alla nuova disciplina elettorale. L’approvazione non ha chiuso il confronto politico, ma lo ha spostato sul terreno dei ricorsi e del controllo di costituzionalità.

Il risultato della partita dipenderà ora dai tempi e dalle valutazioni della Consulta. Fino a quel momento, il dibattito resterà concentrato sulla compatibilità delle nuove regole con i principi costituzionali, dal premio di maggioranza alla selezione dei candidati per il Senato.

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