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Politica 2 min di lettura4 giorni fa

Torino, il giallo di via Gulli: chi è l’uomo trovato a pezzi

La polizia indaga sull’identità della vittima e sui legami tra il quarantenne ucciso e le persone che frequentavano l’appartamento.

Resta senza nome l’uomo sulla quarantina il cui corpo è stato rinvenuto giovedì sera, poco prima delle 23, in un alloggio di via Gulli 46, nel quartiere Borgo Vittoria a Torino. Il cadavere era stato smembrato e distribuito in due sacchi: per gli investigatori non è ancora chiaro se l’omicidio sia avvenuto proprio in quella casa o se i resti siano stati trasferiti lì successivamente.


L’allarme partito dalla madre

A indirizzare le verifiche verso la vicenda sarebbe stata la telefonata della madre di un giovane al 112. La donna avrebbe segnalato che il figlio aveva compiuto un gesto grave, pronunciando secondo le ricostruzioni la frase: «Mio figlio ha fatto del male a qualcuno».

Il ragazzo, a sua volta, avrebbe riferito agli investigatori: «Abbiamo fatto tanto male a un uomo in un alloggio di via Gulli». Dopo queste informazioni, la polizia avrebbe perquisito anche l’abitazione del giovane, nella zona di Mirafiori, sul lato opposto della città. Controlli analoghi avrebbero interessato altri appartamenti legati a persone ritenute potenzialmente coinvolte. Al momento, comunque, non risultano fermi.


Dentro la casa restano molti dubbi

Nell’appartamento vive una docente di 49 anni, originaria di Rieti. La Squadra Mobile della questura di Torino, intervenuta sul posto, ha trovato e sequestrato anche due coltelli. Gli accertamenti, coordinati dalla pm Lea Lamonaca, puntano ora a identificare la vittima, ricostruire la dinamica e chiarire quali rapporti avesse con gli occupanti e con i frequentatori dell’alloggio.

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I residenti descrivono un’abitazione caratterizzata da numerose presenze, distribuite tra il giorno e la sera. Un vicino, precisando di vivere lì da poco, ha raccontato: «Non la conosco bene, c’era sempre un via vai di gente, di giorno e di sera». Un altro condomino ha spiegato di aver visto la professoressa soprattutto con un cagnolino, spesso insieme a persone diverse.

Gli investigatori stanno ascoltando chi entrava nell’appartamento per ricomporre la sequenza degli eventi e verificare i collegamenti con l’uomo morto. L’inchiesta procede per omicidio, mentre resta da stabilire il luogo esatto del delitto e il momento in cui il cadavere è stato portato in via Gulli.

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