Tessera elettorale sullo smartphone: svolta vicina, ma scoppia il caso
Il documento digitale dovrebbe debuttare alle prossime consultazioni, mentre AVS chiede di mantenere accessibile anche il certificato cartaceo.
La prossima tornata elettorale potrebbe segnare l’addio al documento cartaceo utilizzato finora dagli elettori. Al suo posto dovrebbe arrivare una versione digitale consultabile attraverso il telefono, una novità che il ministro Zangrillo ha indicato come in fase di preparazione tecnica durante un convegno a Genova.
Secondo quanto spiegato dal ministro, il progetto è stato inserito tra le semplificazioni definite prima di luglio. L’obiettivo è rendere disponibile la tessera virtuale in tempo per le prossime elezioni, anche se i lavori necessari a consentirne l’operatività non sono ancora conclusi.
Il voto passa dal telefono
L’idea prevede che l’elettore possa presentarsi al seggio portando con sé lo smartphone, senza dover recuperare il certificato fisico. Zangrillo ha descritto il sistema come un alleggerimento delle procedure per i cittadini e ha sintetizzato così il possibile funzionamento: «Basta che ci ricordiamo di portarci dietro lo smartphone e possiamo andare a votare tranquilli».
La misura, dunque, non viene ancora presentata come pienamente operativa. Il ministero sta lavorando agli aspetti tecnici, mentre resta da capire come avverrà concretamente l’utilizzo della tessera digitale nei seggi e quale sarà il quadro applicativo quando si tornerà alle urne.
AVS chiede una doppia possibilità
Sul progetto è arrivata la reazione di Filiberto Zaratti, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra nelle commissioni Affari costituzionali della Camera. A suo giudizio, la digitalizzazione può rappresentare un progresso soltanto se non obbligherà tutti gli elettori a utilizzare lo strumento elettronico.
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Zaratti ha inoltre sostenuto che, per quanto risulta all’opposizione, Palazzo Chigi non avrebbe condiviso la novità con le altre forze politiche non di maggioranza. La richiesta è quindi di lasciare aperto anche il canale tradizionale, così da non penalizzare chi ha poca familiarità con le tecnologie digitali.
Il nodo dell’inclusione
La principale obiezione riguarda le persone meno preparate sul piano digitale. Se ai seggi fosse accettata soltanto la tessera sullo smartphone, secondo AVS una parte dell’elettorato potrebbe incontrare difficoltà nell’esercitare il proprio diritto di voto.
Per questo Zaratti ha parlato del rischio di un problema democratico nel caso in cui il certificato cartaceo venisse escluso del tutto. Il confronto, quindi, non riguarda soltanto la semplificazione della procedura, ma anche la necessità di garantire che l’innovazione non diventi una barriera per alcune categorie di cittadini.
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