Taranto, imprese e governo cercano una via per l'ex Ilva
A Palazzo Chigi si discutono occupazione, produzione e decarbonizzazione, in attesa delle offerte vincolanti e della decisione della Cassazione.
Il governo ha aperto a Palazzo Chigi il confronto sul futuro dell'ex Ilva e dell'area tarantina.
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Gli impianti restano in pre-riscaldo
È scaduto il periodo di 90 giorni disposto dalla Corte d'Appello di Milano per fermare l'area a caldo dello stabilimento di Taranto. Gli impianti, però, continuano a funzionare in condizioni di pre-riscaldo, come previsto dall'ultimo provvedimento adottato dall'esecutivo.
La continuità operativa è stata accolta positivamente da sindacati e imprese, ma rimangono forti riserve sulle ricadute per i lavoratori. Nelle commissioni Industria e Sanità del Senato è emersa soprattutto la preoccupazione per i requisiti degli ammortizzatori sociali, che potrebbero lasciare fuori dalla cassa integrazione molte aziende dell'indotto.
Proteste e inchiesta a Taranto
Il confronto istituzionale si è svolto dopo settimane segnate da manifestazioni e blocchi stradali. In alcune imprese collegate all'ex Ilva le proteste sono ancora in corso, mentre la Procura di Taranto ha domandato gli arresti domiciliari per Lucia Morselli, ex amministratrice delegata di Acciaierie d'Italia.
Sul procedimento, Alfredo Mantovano ha richiamato la presunzione di non colpevolezza e ha rivendicato la scelta compiuta dall'esecutivo sul precedente socio: «Sono fiero del fatto che questo governo abbia estromesso il socio Mittal tre anni prima dei recenti sviluppi giudiziari». Il sottosegretario ha inoltre chiarito ai sindacati di non considerarsi contrapposto a una delle parti del tavolo.
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Offerte, Cassazione e occupazione
Secondo Mantovano, prima di fissare un calendario per la decarbonizzazione bisogna ridurre le incertezze ancora aperte. Tra queste c'è la procedura di cessione, che prevede l'8 novembre come termine per la consegna delle offerte vincolanti, e il pronunciamento della Cassazione sul provvedimento della Corte d'Appello di Milano relativo al blocco dell'area a caldo.
L'esecutivo sta valutando il coinvolgimento di Leonardo, Ferrovie dello Stato, Fincantieri e Rheinmetall in progetti destinati alla Puglia, con interventi di breve e di lungo periodo. Sul piano sociale, i commissari hanno presentato la richiesta di cassa integrazione, ma il numero indicato nell'istanza non coincide necessariamente con quello dei dipendenti che usufruiranno davvero del trattamento.
Le misure allo studio
Il governo guarda anche alla prossima legge di Bilancio. Mantovano ha riferito ai rappresentanti dei lavoratori che «vi è certamente l'impegno del governo per interventi di incentivazione all'esodo e agli investimenti nell'area di Taranto».
Tra le ipotesi figurano un ampliamento degli strumenti a sostegno del reddito e dell'occupazione, incentivi all'uscita e possibilità di pensionamento anticipato. I commissari, intanto, hanno predisposto uno schema per mantenere attivi i poli di Taranto, Genova e Novi Ligure.
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