Ex Ilva, il governo prepara il piano per Taranto
Offerte vincolanti entro l’8 novembre, ma la Cassazione può ancora incidere sulla continuità dell’area a caldo
Il governo ha aperto il confronto sul futuro dell’ex Ilva e sulla tenuta occupazionale del polo siderurgico di Taranto.
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Impianti ancora operativi
I 90 giorni indicati dalla Corte d’Appello di Milano per fermare l’area a caldo sono terminati. Gli impianti, tuttavia, continuano a funzionare in modalità di pre-riscaldo, come consentito dall’ultimo provvedimento dell’esecutivo.
I commissari hanno predisposto un programma per mantenere attivi gli stabilimenti di Taranto, Genova e Novi Ligure. La prosecuzione delle attività è stata accolta positivamente da sindacati e imprese, anche se il decreto ha suscitato valutazioni diverse per le misure riguardanti il personale.
Ammortizzatori, proteste e indagini
Il tema è stato affrontato anche dalle commissioni Industria e Sanità del Senato, dove è emersa l’insoddisfazione delle organizzazioni sindacali. A preoccupare è soprattutto il meccanismo previsto per accedere alla cassa integrazione, che potrebbe lasciare fuori numerose aziende dell’indotto.
Il tavolo di Palazzo Chigi si è tenuto dopo settimane segnate da proteste e blocchi stradali in alcune imprese collegate all’ex Ilva. Intanto, la Procura di Taranto ha chiesto gli arresti domiciliari per Lucia Morselli, già amministratrice delegata di Acciaierie d’Italia.
Alfredo Mantovano ha rivendicato la scelta di avere allontanato Mittal tre anni prima degli sviluppi giudiziari. Il sottosegretario ha inoltre precisato: «In questo tavolo non mi sento come una parte contrapposta all’altra», distinguendo l’attuale confronto dalla gestione precedente e richiamando, con la presunzione di non colpevolezza, gli elementi emersi nelle indagini.
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Vendita e decisione della Cassazione
Per il governo rimangono da chiarire due questioni. La prima riguarda la procedura di vendita, che prevede entro l’8 novembre la consegna delle offerte vincolanti; la seconda dipende dal pronunciamento della Cassazione sul provvedimento della Corte d’Appello di Milano relativo al blocco dell’area a caldo.
Mantovano ha spiegato ai sindacati che occorre prima «sciogliere i fattori di incertezza». Solo dopo, secondo l’esecutivo, sarà possibile definire con maggiore precisione tempi e modalità della decarbonizzazione.
Investimenti e lavoro a Taranto
Nel frattempo il governo ha incontrato Leonardo, Ferrovie dello Stato, Fincantieri e Rheinmetall per valutare possibili iniziative industriali in Puglia. I progetti potrebbero svilupparsi sia nell’immediato sia su un orizzonte più ampio, con l’obiettivo di sostenere la produzione siderurgica nazionale.
Sul versante occupazionale, la richiesta di cassa integrazione presentata dai commissari non coincide necessariamente con il numero definitivo delle persone che usufruiranno del trattamento. L’esecutivo sta inoltre esaminando, in vista della legge di Bilancio, incentivi all’esodo, investimenti nell’area tarantina e un ampliamento degli strumenti di sostegno al reddito, compreso l’accesso anticipato alla pensione.
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A Palazzo Chigi si discutono occupazione, produzione e decarbonizzazione, in attesa delle offerte vincolanti e della decisione della Cassazione.
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