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Politica 3 min di lettura1 ora fa

Manovra, il governo punta al Cdm di mercoledì

Vertice tra Meloni e alleati: Bruxelles apre sulla flessibilità energetica, ma restano da definire misure e contributo delle banche

La manovra dovrebbe arrivare mercoledì in Consiglio dei ministri. La decisione è stata presa durante il vertice serale della maggioranza, convocato dopo una giornata segnata dall'incertezza sui tempi del provvedimento.

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Il confronto con Bruxelles

Al centro della riunione c'è stato anche il negoziato con la Commissione europea sulla flessibilità legata agli interventi per l'energia. Da Bruxelles è arrivata una prima apertura: l'Italia potrà cercare di utilizzare al meglio la clausola, ma dovrà successivamente indicare con precisione le singole misure inserite nella manovra.

La trattativa tecnica non è però conclusa. Restano da chiarire quali interventi potranno essere considerati ammissibili e quali margini finanziari saranno disponibili. La Commissione ha già escluso gli aiuti connessi all'impiego di combustibili fossili, compresi gli sconti sui carburanti e i contributi sulle bollette.

Il vertice, il terzo in una settimana, si è svolto in videoconferenza. Alla riunione hanno partecipato Giorgia Meloni, Giancarlo Giorgetti, Antonio Tajani, Matteo Salvini e Maurizio Lupi.


Le richieste sul sistema finanziario

Rimane aperto il capitolo del contributo richiesto al settore finanziario, indicato in 5 miliardi di euro. Tajani ha spiegato che la richiesta dovrebbe riguardare “tutti”, comprese banche, assicurazioni e altre realtà, senza escludere un coinvolgimento di Cassa depositi e prestiti.

Il vicepremier ha escluso un'impostazione punitiva e ha parlato di collaborazione. Secondo Tajani, ci sarebbero passi avanti sulla possibilità di non coinvolgere le Bcc, mentre resta da valutare il ruolo delle Fondazioni bancarie. Il ministro dell'Economia dovrà quindi definire con gli alleati una soluzione prima dell'approvazione del testo.


Priorità e proposte dei partiti

La maggioranza ha indicato l'obiettivo di concentrare le risorse sulle famiglie, sul ceto medio, sui giovani e sugli anziani. Tra gli altri capitoli figurano il fisco, il sostegno alle imprese e il rafforzamento della sanità, con l'intento di sostenere il potere d'acquisto e la crescita senza compromettere l'equilibrio dei conti pubblici.

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Salvini ha riproposto la pensione anticipata a 64 anni, la flat tax per le partite Iva con ricavi fino a 100mila euro e un voucher sanitario destinato agli anziani. Nelle richieste della Lega figurano anche gli affitti brevi e la cedolare secca.

Forza Italia chiede di estendere almeno fino a 55mila euro il taglio dell'Irpef e propone interventi per ridurre il carico fiscale sui giovani. Il partito punta inoltre a rafforzare retribuzioni e previdenza delle forze dell'ordine.

Noi Moderati indica come priorità giovani e famiglie, con la cedolare secca al 5% sugli affitti a lungo termine e l'esenzione fiscale per tre anni destinata agli under 30 al primo impiego.


Le richieste di ministri e categorie

Nel confronto sulla legge di bilancio sono arrivati anche gli appelli di esponenti del governo e organizzazioni economiche. Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha chiesto risorse per l'edilizia scolastica, mentre Confindustria ha sollecitato una politica industriale nazionale.

Federchimica ha indicato la necessità di aumentare gli incentivi alla ricerca e di rendere strutturale il credito d'imposta. Confedilizia ha invece chiesto la cedolare secca per i negozi, una riduzione delle imposte sugli affitti a canone concordato e la conferma dei bonus edilizi.

Meloni ha infine risposto alla richiesta dei sindaci di centrosinistra, che avevano sollecitato un incontro urgente sulla manovra. In una lettera a Gaetano Manfredi, presidente dell'Anci, la premier ha confermato la disponibilità a partecipare anche personalmente insieme a Giorgetti, ma ha indicato nella Conferenza Stato-Città la sede istituzionale per il confronto, precisando che dovranno essere coinvolti tutti i sindaci.

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