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Politica 3 min di lettura57 min fa

Sanità, la promessa del governo non basta: cosa chiedono le Regioni

A Firenze si apre il Festival delle Regioni: sul tavolo più fondi per la sanità, criteri di riparto legati ai territori e nuove richieste sull’autonomia

La prima rassicurazione arriva dal governo, ma non chiude il confronto: nella prossima legge di Bilancio il Fondo sanitario nazionale dovrebbe crescere, mentre le Regioni continuano a chiedere risorse aggiuntive e regole diverse per distribuirle. È questo il nodo principale della quinta edizione del Festival delle Regioni, inaugurata a Firenze in piazza Santa Croce alla presenza del presidente della Toscana Eugenio Giani.

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Più risorse per evitare nuovi tagli

A margine dei lavori delle Commissioni, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha assicurato che ci sarà "un aumento del Fondo sanitario". La dichiarazione arriva dopo i timori legati alla disponibilità di risorse nella prossima manovra e mentre le amministrazioni regionali più ferme chiedono 18 miliardi di euro aggiuntivi nell’arco di tre anni.

Secondo Gemmato, quella cifra equivale a quanto il governo Meloni ha già destinato finora al settore. I presidenti regionali, però, considerano ancora insufficiente l’attuale quadro finanziario: Eugenio Giani ha indicato in almeno sei miliardi all’anno l’incremento necessario per sostenere il sistema e scongiurare una riduzione delle prestazioni.

Il tema non riguarda soltanto l’ammontare complessivo del Fondo. Marco Bucci, presidente della Liguria, ha riferito che 12 Regioni chiedono di modificare i criteri di assegnazione, dando più peso alle caratteristiche dei territori e alla composizione anagrafica della popolazione.


Territori diversi, stessi diritti

Dal Molise, il governatore Francesco Roberti ha richiamato l’attenzione sugli effetti dello spopolamento e sulle fragilità locali. In aree con meno abitanti e maggiori difficoltà sociali, ha spiegato, il ricorso ai servizi può aumentare e rendere più costosa l’organizzazione dell’assistenza sanitaria.

La richiesta di una distribuzione più equilibrata si accompagna all’appello per un rapporto corretto tra istituzioni centrali e amministrazioni locali. Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni, ha sottolineato che la collaborazione deve riguardare non solo la sanità, ma anche la transizione energetica e la formazione.

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Autonomia, il confronto resta aperto

Un altro capitolo del festival è dedicato alle Regioni a statuto speciale e al futuro dell’autonomia. Roberto Calderoli, in un videomessaggio trasmesso al termine del confronto con questi territori, ha rivendicato il lavoro svolto con le amministrazioni regionali e indicato come obiettivo il potenziamento del fondo perequativo e premiale, con il superamento dell’attuale dotazione definita informalmente “fondino”.

Il ministro ha inoltre auspicato che l’esecutivo arrivi alla conclusione naturale della legislatura e ha inserito tra gli obiettivi il ritorno all’elezione diretta dei presidenti e dei consigli provinciali. Restano però le richieste delle Regioni speciali, che sollecitano risposte operative e tempi più chiari.

Alessandra Todde, presidente della Sardegna, ha chiesto un confronto diretto con il governo e ha ribadito: "Non ci devono essere autonomie di serie A e di serie B". Alessandro Dagnino, assessore all’Economia della Sicilia, ha invece richiamato il mancato completamento del federalismo fiscale.


Tre giornate di incontri a Firenze

Il programma del Festival proseguirà fino al 27 ottobre con appuntamenti e dibattiti dedicati alle principali emergenze dei territori. L’inaugurazione ufficiale è prevista lunedì, con la partecipazione attesa del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Sanità, autonomia e risorse resteranno quindi al centro dei lavori, mentre la discussione sulla manovra renderà più concreto il confronto tra governo e Regioni. Le amministrazioni locali chiedono che alle dichiarazioni seguano decisioni capaci di tenere conto delle differenze demografiche, economiche e geografiche presenti nel Paese.

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