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Politica 3 min di lettura1 ora fa

De Luca lancia la lista nazionale dei sindaci

Il progetto punta al 3%, ma l’intesa lascia aperto il confronto sulla Sicilia e sui rapporti con il centrodestra

Cateno De Luca ha portato a Roma il progetto per trasformare Sud chiama Nord in una formazione nazionale. L’obiettivo è federare sindaci, civici, autonomisti, liberali e moderati attorno a una lista capace di superare il 3%.

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Il progetto oltre la Sicilia

La convention ospitata all’hotel Massimo d’Azeglio riunisce amministratori locali e dirigenti di Fratelli d’Italia sotto il titolo “L’Italia dei territori”. L’intesa con Sindaci d’Italia, il movimento guidato da Ernesto Magorno, dovrebbe essere formalizzata nei prossimi giorni.

Magorno ha indicato Carlo Bottani, presidente della Provincia di Mantova, come una delle figure destinate ad avere un ruolo nel percorso. La sua presenza, ha sostenuto, dimostrerebbe che l’iniziativa non nasce da accordi ristretti tra vertici di partito. Tra gli ospiti è comparso anche Luigi Marattin, mentre proseguono i contatti con Partito liberaldemocratico, Noi moderati e Italia dei valori.

De Luca ha escluso che l’operazione sia stata costruita per contrastare Roberto Vannacci. Il sindaco di Taormina ha ricordato di aver avviato il proprio progetto politico prima che il generale diventasse una figura nazionale e ha rivendicato la disponibilità ad affrontare in anticipo eventuali elezioni: «Abbiamo le lanterne accese e la cintura ai fianchi. Quando vogliono votare, noi siamo già avanti».


Gli alleati di Fratelli d’Italia

Sul palco si sono alternati Ignazio La Russa, Guido Crosetto e Francesco Lollobrigida. Giorgia Meloni è attesa per la giornata conclusiva della tre giorni; De Luca ha riferito di mantenere i contatti con la presidente del Consiglio.

La Russa ha accolto il leader di Sud chiama Nord nella coalizione e ha contrapposto l’allargamento del centrodestra alle divisioni delle opposizioni: «Mentre altri litigano, si dividono, si frastagliano, noi ci allarghiamo senza fare campi». Gilberto Pichetto ha attribuito a De Luca un marcato realismo politico, mentre Matteo Piantedosi lo ha definito un amministratore di serie A.

Durante l’appuntamento romano, De Luca ha alternato gli interventi politici a momenti del suo repertorio personale. In sala è stato proiettato anche il filmato del tuffo compiuto nel 2019 per inaugurare una piscina a Messina. Il sindaco di Taormina ha poi ironizzato sul primo cittadino di New York Zohran Mamdani, sostenendo che avrebbe ripreso quella sua iniziativa.

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Il nodo della presidenza siciliana

L’apertura sul piano nazionale non comprende, per ora, un accordo in Sicilia. De Luca ha ribadito di non avere legami con il presidente della Regione Renato Schifani né con il centrodestra siciliano e ha lasciato aperta la possibilità di una nuova candidatura alla guida dell’isola.

Alle elezioni regionali del 2022 De Luca aveva raccolto oltre 550mila voti. «L’accordo è nazionale e in Sicilia andremo avanti per la nostra strada», ha affermato. La Russa non ha chiuso la partita e ha preferito rinviare ogni valutazione sui rapporti nell’isola.

Rimane inoltre separato il confronto con Alessandro Onorato e con il suo progetto civico nell’area di centrosinistra. De Luca ha respinto l’ipotesi di collaborazione, descrivendola come un’iniziativa costruita negli ambienti politici romani.


Le altre sigle moderate

A Montecitorio Giovanni Donzelli ha incontrato Alessandro Colucci di Noi moderati, Ignazio Messina di Italia dei valori e Antonio Di Pietro. I colloqui riguardano sia una possibile aggregazione di forze civiche e moderate nel centrodestra sia la candidatura di Di Pietro al Consiglio superiore della magistratura.

Il percorso deve però fare i conti con la contrarietà di Forza Italia. La costruzione della lista unica procede quindi su due piani: da una parte l’intesa tra Sud chiama Nord e Sindaci d’Italia, dall’altra il tentativo di coinvolgere ulteriori formazioni centriste.

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