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Politica 1 min di lettura6 giorni fa

Tajani all’Onu: l’Italia spinge per rompere l’impasse

Dal palco di New York il ministro degli Esteri rilancia la riforma del Consiglio di sicurezza e insiste sulla moratoria universale contro la pena di morte.

Antonio Tajani ha usato il palco dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite per mettere al centro un punto preciso: l’Onu, secondo il ministro degli Esteri, deve tornare a incidere davvero. Nel suo intervento a New York ha sostenuto che l’organizzazione, nata per fermare la legge della violenza, rischia di restare inefficace se non recupera la capacità di decidere e di intervenire.

Il capo della diplomazia italiana ha legato quel messaggio a due temi distinti ma collegati: la riforma dell’architettura dell’Onu e la battaglia contro la pena di morte. Parlando davanti all’Assemblea, ha ricordato che l’Italia continuerà a sostenere una moratoria universale, ricevendo applausi dalla platea.


Un’Onu più incisiva

Nel suo discorso Tajani ha scelto toni netti, dicendo che troppo spesso l’Organizzazione appare priva di forza. Ha invitato a riconoscerlo apertamente, collegando il problema alla necessità di restituire peso politico e operativo alle Nazioni Unite.

Tra i passaggi più rilevanti c’è stato anche quello sul Consiglio di sicurezza, che per il ministro non dovrebbe funzionare come un organismo chiuso. L’Italia, ha spiegato, vuole che smetta di essere percepito come un “club esclusivo”, formula con cui ha sintetizzato la richiesta di maggiore inclusività.

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Pace come responsabilità continua

La parte finale dell’intervento si è concentrata sul valore della pace, descritta non come un risultato già acquisito ma come un impegno che va rinnovato ogni giorno. Tajani ha insistito sul fatto che difenderla richiede fermezza, costruirla domanda pazienza e perseguirla significa non smettere mai di provarci.

Da New York il ministro ha quindi consegnato un messaggio politico più ampio: l’Italia vuole restare in prima linea sia sulla tenuta del sistema multilaterale sia sui diritti umani. In questo quadro, la moratoria universale sulla pena di morte resta uno degli obiettivi che Roma intende portare avanti con continuità.

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