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Cgil alla Scala, Landini rilancia la sfida: pace e diritti davanti al riarmo

Alla cerimonia per i 120 anni della Cgil, il segretario generale critica l’aumento delle spese militari e accoglie Sergio Mattarella con parole di riconoscenza.

La costruzione della pace deve tornare al centro dell’azione politica, insieme alla cooperazione tra Paesi e alla tutela dei diritti sociali. È questa la direzione indicata da Maurizio Landini alla Scala di Milano, durante la celebrazione dei 120 anni della Cgil, con un appello a superare l’austerità e a immaginare un nuovo modello sociale europeo.


Landini attacca la corsa al riarmo

Dal palco, il segretario generale della Cgil ha contestato l’incremento dei bilanci militari, sostenendo che quelle risorse rischiano di sottrarre spazio a salari, sanità, istruzione e politiche industriali e occupazionali. Secondo Landini, la scelta finirebbe per indebolire l’equilibrio del sistema sociale sia in Italia sia nel resto dell’Europa.

Il leader sindacale ha inoltre richiamato il numero crescente dei conflitti armati, molti dei quali restano fuori dall’attenzione pubblica. A suo giudizio, la guerra sta prendendo il posto della diplomazia e della politica, mentre il diritto internazionale viene violato in Ucraina, a Gaza, in Cisgiordania, in Medio Oriente e in altre aree del mondo.


L’appello per un’Europa diversa

Landini ha descritto come pericolosa anche la nuova competizione sul terreno degli armamenti, compresa la componente nucleare. Ha precisato che, nella posizione della Cgil, l’aumento delle spese militari non coincide con la nascita di una vera difesa comune europea.

Riprendendo un’espressione di Papa Francesco, il segretario ha detto: «Noi vogliamo essere costruttori di una pace disarmata e disarmante». Nel suo intervento ha quindi indicato un’Europa fondata sulla cooperazione e sul multilateralismo, capace di archiviare le politiche di austerità e di promuovere un nuovo patto sociale.

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Il grazie a Mattarella

Prima di affrontare i temi internazionali, Landini ha rivolto un ringraziamento a Sergio Mattarella per la partecipazione alla ricorrenza. La presenza del capo dello Stato, ha spiegato, rappresenta per la Cgil un riconoscimento importante del ruolo svolto dal lavoro e della difesa dei diritti.

Il segretario generale ha definito Mattarella una figura di garanzia per l’unità della Repubblica e per una Costituzione aperta a ogni persona, senza distinzioni legate a origine, fede religiosa o colore della pelle. Ha poi ricordato l’attenzione del presidente alle condizioni di lavoratrici e lavoratori, ribadendo che «si deve vivere di lavoro, non morire».


L’accoglienza alla Scala

L’arrivo di Mattarella in platea ha suscitato una lunga reazione del pubblico: i presenti si sono alzati e hanno applaudito il presidente della Repubblica per diversi minuti. Il capo dello Stato ha salutato le persone sedute nella fila centrale, tra cui Sergio Cofferati, Maurizio Landini e la ministra Calderone.

L’omaggio si è concluso soltanto quando l’orchestra della Scala ha iniziato a eseguire l’inno nazionale. La cerimonia ha così unito la celebrazione dello storico anniversario della Cgil alla discussione sui conflitti, sul riarmo e sulle priorità economiche e sociali dell’Europa.

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