Starlink e Kiev nel mirino: Mosca indica un centro dati
Le autorità russe riferiscono di vittime in Belgorod, mentre a Zaporizhzhia un raid avrebbe causato due morti e ferito un bambino e un adulto.
Nella regione russa di Belgorod il bilancio delle incursioni ucraine segnalate nella notte è di un morto e tre persone ferite. Gli episodi hanno interessato i distretti di Grayvoron e Shebekino, secondo quanto comunicato dal centro di crisi locale.
Belgorod, vittime tra civili
A Sankovo, nel distretto di Grayvoron, un ordigno lanciato da un drone ha raggiunto l’area di un’azienda: un uomo è deceduto per le lesioni riportate. Nella stessa città di Grayvoron, un’altra persona è stata colpita da schegge durante un’ulteriore incursione.
La terza segnalazione arriva da Surkovo, nel distretto di Shebekino, dove un velivolo senza pilota avrebbe centrato un’automobile. La coppia che si trovava a bordo è rimasta ferita.
Zaporizhzhia paga il prezzo dei raid
Sul versante ucraino, due donne hanno perso la vita a Zaporizhzhia dopo che un drone russo ha colpito un’abitazione. I soccorritori hanno recuperato i corpi dalle macerie; nell’attacco sono rimasti feriti anche un bambino di 4 anni e un uomo di 45 anni.
Le informazioni sono state riferite da RBC-Ucraina sulla base delle dichiarazioni di Ivan Fedorov, co-presidente del Consiglio di Difesa della regione di Zaporizhzhia, e di Mykhailo Semikin, responsabile dell’amministrazione militare regionale.
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Mosca indica il nodo Starlink
Il ministero della Difesa russo sostiene che, nel corso della notte, siano state colpite strutture impiegate dalle forze ucraine per attività di comunicazione, trasporto e rifornimento. Tra gli obiettivi indicati figura a Kiev il centro dati Kosmonova, che secondo Mosca sarebbe collegato alla connettività mobile e ai collegamenti satellitari Starlink utilizzati dall’esercito ucraino.
La stessa ricostruzione comprende anche un attacco a una nave mercantile nel Mar Nero, descritta dalle autorità russe come impegnata nel trasporto di equipaggiamenti militari. Non vengono forniti nel testo ulteriori dettagli sui danni provocati.
Odessa, nel mirino ponti e depositi
Nell’area di Odessa, le forze russe affermano di avere colpito le installazioni portuali di Vylkove, ritenute da Mosca una possibile via d’ingresso per armi e munizioni provenienti dall’Europa. Segnalato anche un raid contro il ponte stradale di Maiaky, considerato un passaggio per i rifornimenti militari.
Tra gli altri obiettivi menzionati compare un hub logistico di Nova Poshta. La società di spedizioni viene accusata di conservare materiali destinati alle unità ucraine. Le rivendicazioni sulle infrastrutture colpite provengono dal ministero della Difesa russo, che ha diffuso il resoconto attraverso Telegram.
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