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Politica 1 min di lettura22 set

Stadio Juve, Malagò difende i presenti: il caso dell’ammenda

L’episodio dello Stadium, finito con l’ammenda alla Juventus, ha suscitato una presa di distanza netta da parte di Giovanni Malagò.

Il presidente della Figc ha spiegato che non si può attribuire a un’intera società, né a tutto l’impianto, ciò che hanno fatto pochi tifosi durante il minuto di silenzio dedicato a Sandro Mazzola.


La condanna non riguarda tutti

A margine di un evento a Rapallo, in provincia di Genova, Malagò ha sottolineato che la maggioranza dei presenti ha reagito con fermezza e che la vicenda ha colpito anche la dirigenza bianconera. Per il numero uno federale, dunque, l’episodio non può essere letto come il comportamento di tutto il pubblico juventino.


Il calcio non va messo sotto accusa

Il presidente della Figc ha poi allargato il ragionamento, sostenendo che è sbagliato trasformare casi isolati in un giudizio sull’intero movimento. Ha richiamato l’attenzione sul fatto che, in uno stadio da 40 mila persone, bastano 20, 30 o 50 fischi per creare un problema, ma questo non autorizza a generalizzare.

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Malagò ha portato anche un paragone con altri ambienti, come la scuola, per dire che ogni contesto può essere rovinato da pochi comportamenti fuori misura. In questo quadro, ha ribadito che non si può parlare del calcio in blocco quando a sbagliare sono soltanto alcuni individui.


La battuta sulla Nazionale

Chiuso il capitolo Stadium, Malagò ha virato sulla Nazionale di Mancini con una frase breve ma significativa: «Ottimisti? Lo siamo di natura, ma soprattutto dobbiamo esserlo». Una battuta che conferma il clima di fiducia richiamato dal presidente federale.

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