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Politica 2 min di lettura23 set

Soukrati attacca Meloni: il paradosso del limite agli studenti stranieri

Nel suo video, l’assistente parlamentare del Movimento 5 Stelle contesta il progetto del governo sulle classi e richiama lo slogan della Lega a Pontida, contrapponendolo al decreto flussi.

Il bersaglio del suo video è il nuovo limite agli alunni stranieri nelle classi, ma Zaineb Soukrati allarga subito il discorso: per lei, quella bambina considerata “di troppo” avrebbe potuto essere lei stessa. L’assistente parlamentare accreditata dell’eurodeputato M5S Pasquale Tridico usa questa immagine per criticare l’annuncio del governo e per contestare il messaggio politico che lo accompagna.

Nel suo intervento, Soukrati mette in fila anche un altro passaggio: a Pontida, ricorda, la Lega ha scelto lo slogan “Non passa lo straniero” per il raduno del 20 settembre. Da lì parte il suo ragionamento sul doppio standard che, secondo lei, emerge tra scuola e lavoro.


Il video e il riferimento a Pontida

L’esordio del messaggio è personale e politico insieme. Soukrati sostiene che, seguendo la proposta di Meloni, avrebbe potuto essere lei la bambina straniera esclusa o comunque indicata come “di troppo” tra i banchi. Il video viene diffuso in risposta all’idea del governo di fissare un tetto alla presenza di studenti stranieri in classe.

Poi arriva il richiamo al palco di Pontida. Soukrati cita lo slogan scelto dalla Lega, “Non passa lo straniero”, e lo collega al clima del raduno del Carroccio del 20 settembre. Per lei, quella formula rende ancora più evidente la contraddizione che vuole denunciare.

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Il nodo del decreto flussi

Nel passaggio successivo, la polemica si sposta sul decreto flussi. Soukrati osserva che l’esecutivo ha previsto l’ingresso di quasi 500 mila lavoratori stranieri nei prossimi tre anni, perché servono manodopera e competenze in settori diversi.

È su questo punto che costruisce il suo attacco principale: secondo la sua lettura, lo straniero viene accettato quando deve raccogliere, curare e produrre, mentre diventa un problema quando entra in aula per sedersi a un banco e imparare l’italiano. In questo modo, sostiene, il confine tra utilità e rifiuto appare incoerente.

La sua critica si concentra quindi non solo sul provvedimento annunciato, ma anche sul linguaggio usato dalla maggioranza. Il contrasto tra il bisogno di lavoratori stranieri e il limite ipotizzato nelle classi, per Soukrati, è il punto che rende la vicenda politicamente più pesante.

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