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Politica 2 min di lettura49 min fa

Sindaci, l’appello a Meloni: «Ora un tavolo sul disagio sociale»

I primi cittadini di nove grandi città condannano gli scontri ma chiedono all’esecutivo risposte rapide su carovita, lavoro, casa, trasporti ed energia

Il giorno dopo la manifestazione della Cgil a Roma e le violenze registrate a Torino, Milano e Bologna, i sindaci di nove grandi città italiane chiedono al governo di intervenire sulle difficoltà sociali che attraversano il Paese. La richiesta indirizzata a Giorgia Meloni è un confronto urgente con i primi cittadini, considerati osservatori diretti delle tensioni presenti nelle comunità.

La lettera arriva mentre il dibattito politico si concentra sugli scontri e sulle accuse rivolte dalla presidente del Consiglio alle opposizioni, ritenute ambigue nel condannare le violenze. I sindaci prendono le distanze senza riserve dagli episodi di piazza, ma invitano le istituzioni a non trascurare le ragioni economiche e sociali alla base del malessere.

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Il disagio sociale chiede risposte rapide

Nel documento, i primi cittadini sostengono che si stiano incrinando sia il patto sociale sia quello tra generazioni. Per questo indicano come priorità il diritto alla casa, le protezioni per i lavoratori e un servizio di trasporto pubblico adeguato, temi sui quali chiedono un intervento concreto dell’esecutivo.

Secondo gli amministratori, l’aumento del costo della vita sta creando sofferenza in tutte le aree del Paese e sta alimentando nuove tensioni. «Diciamo un no assoluto alla violenza e alla distruzione, di cui non saremo mai complici», affermano nella lettera, ribadendo però che la condanna degli scontri non può cancellare le difficoltà denunciate dai cittadini.


La richiesta rivolta a Palazzo Chigi

I sindaci sollecitano un incontro in tempi brevi e chiedono che il governo assuma le proprie responsabilità insieme alle amministrazioni locali. L’appello è rivolto in particolare a Matteo Piantedosi e Alfredo Mantovano, indicati come i componenti dell’esecutivo che seguono i dossier legati all’ordine pubblico.

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Nel testo viene inoltre evidenziato il peso dell’energia sulle attività economiche. In alcune realtà produttive, soprattutto nel Mezzogiorno, l’incremento improvviso dei costi avrebbe reso più conveniente interrompere l’attività invece di proseguire con il lavoro. «Puntarsi il dito contro non farà calare il costo della benzina, né ridurrà la tensione esistente nel nostro Paese», osservano i primi cittadini.


Il confronto sui trasporti non basta

La delegazione dei sindaci richiama anche la riunione già fissata per il 27 ottobre al ministero dei Trasporti con gli autotrasportatori. La richiesta è di ampliare il confronto, includendo i problemi più generali che stanno colpendo le città, e di anticipare il più possibile le misure attese.

A firmare l’appello sono Roberto Gualtieri, sindaco di Roma e presidente di Ali, Beppe Sala per Milano, Silvia Salis per Genova, Sara Funaro per Firenze, Vito Leccese per Bari, Matteo Lepore per Bologna, Stefano Lorusso per Torino, Gaetano Manfredi per Napoli e Massimo Zedda per Cagliari. Per loro, di fronte alla situazione attuale, le istituzioni dovrebbero presentarsi unite e trasformare il confronto in interventi immediati.

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