Sicurezza e giovani, Sala chiede al governo un piano nazionale
Il sindaco di Milano sostiene l’impiego temporaneo dei militari, ma sollecita più educatori, inclusione e risorse condivise per affrontare il disagio adolescenziale.
Per Giuseppe Sala il centrosinistra rischia di pagare caro l’eventuale esitazione sul tema della sicurezza. Il sindaco di Milano avverte che dichiarare di voler affrontare l’insicurezza senza poi intervenire concretamente può trasformarsi in un errore decisivo alle urne.
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Ai Comuni servono strumenti e risorse
Nel ragionamento del sindaco, il governo dovrebbe rafforzare il rapporto con le amministrazioni locali. Sala osserva che in Francia i primi ministri hanno incontrato i sindaci di Parigi, Marsiglia e Lione dopo le violente proteste, mentre gli amministratori italiani, a suo giudizio, ricevono oggi minore attenzione da parte dell’esecutivo.
La richiesta non riguarda soltanto nuovi finanziamenti alle città. “Servono investimenti. Ma se il governo non volesse dare più risorse direttamente alle città, perché non lancia almeno un piano nazionale per l’adolescenza, che venga costruito insieme alle città?”, propone Sala, indicando una strategia comune come possibile risposta al disagio giovanile.
Il disagio nasce anche dall’esclusione
Per il primo cittadino milanese, il problema non può essere ridotto alla contrapposizione tra centro e periferia. Esisterebbe piuttosto una forma di isolamento interiorizzato: alcuni ragazzi percepiscono la rottura del patto sociale e finiscono per rifugiarsi in un universo separato. A incidere, secondo Sala, contribuiscono anche i social media, considerati dannosi per una generazione.
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La risposta dovrebbe partire dai luoghi frequentati dagli adolescenti, con più spazi di aggregazione e una presenza maggiore di educatori. L’intervento, però, deve raggiungere anche chi non frequenta la scuola o rifiuta i modelli educativi consueti. Sala chiede inoltre di rafforzare l’inclusione e il senso di appartenenza dei giovani di origine straniera, senza limitarsi a soluzioni di facciata.
Militari per tre mesi, poi le soluzioni
Sul piano immediato, Sala non esclude l’arrivo di un contingente militare a Milano. Dopo aver giudicato insufficiente il numero di agenti impiegati nel fine settimana precedente, il sindaco considera comprensibile la richiesta di sicurezza proveniente dai cittadini. La misura, tuttavia, dovrebbe avere carattere provvisorio: il decreto, riferisce, indicerebbe una durata di tre mesi.
Il sindaco invita anche a non sovrapporre le manifestazioni studentesche agli episodi violenti. Le proteste degli studenti, spiega, appartengono da sempre alla vita pubblica e possono assumere toni duri senza sfociare nella violenza. Milano, con il suo forte richiamo commerciale, attira giovani anche da fuori città: tra i fermati nel fine settimana soltanto il 20% sarebbe milanese. Le nuove manifestazioni sono previste per domani, mentre Sala ribadisce che l’intervento emergenziale non può sostituire un piano stabile per gli adolescenti.
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