Fine vita, l’Umbria colma il vuoto nazionale: cosa prevede la legge
Il Consiglio regionale ha dato il via libera alla proposta popolare con 11 voti favorevoli, mentre la presidente Proietti non ha partecipato alla votazione.
L’Umbria entra nel gruppo delle Regioni che hanno approvato una disciplina sul fine vita, in un quadro nazionale ancora privo di una legge organica. Sarah Bistocchi ha indicato il provvedimento come un possibile riferimento per il governo, accusato di non aver prodotto risultati sul tema in cinque anni.
La presidente dell’Assemblea legislativa ha ricordato che norme analoghe sono già state varate, o sono in corso di approvazione, in Toscana, Emilia Romagna, Sardegna e Veneto. A suo giudizio, l’intervento regionale può contribuire a colmare una lacuna che pesa sulle persone malate, sulle loro famiglie e sugli operatori sanitari.
LOOKFANTASTIC
-22% da LOOKFANTASTIC IT
Un sostegno in più per famiglie e medici
La legge punta a offrire un percorso organizzato alle persone che chiedono l’accesso alla morte volontaria medicalmente assistita attraverso l’autosomministrazione di un farmaco letale. Il testo disciplina quindi il ruolo dell’assistenza sanitaria regionale nelle situazioni di sofferenza estrema.
Nel commentare l’approvazione, Bistocchi ha sottolineato che il provvedimento può aiutare anche i nuclei familiari e il personale sanitario chiamati a gestire casi particolarmente complessi. La presidente ha inoltre ringraziato i consiglieri per il confronto svolto in Aula, definendolo civile e concentrato sulle soluzioni anziché sulle contrapposizioni ideologiche.
La dignità al centro del dibattito
Bistocchi ha parlato di soddisfazione, commozione e gioia per il risultato raggiunto, collegandolo alla mobilitazione dell’associazione Luca Coscioni. La proposta di iniziativa popolare era stata sottoscritta da quasi 5mila cittadine e cittadini umbri.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
«Il suicidio medicalmente assistito non è una barbarie, ma una scelta precisa di civiltà e di dignità», ha affermato Bistocchi. Nel suo intervento ha richiamato anche Laura Santi, descritta come una figura simbolo del percorso, e il messaggio lasciato nella sua ultima lettera: chi vive una sofferenza estrema dovrebbe poter decidere della propria condizione, senza che siano altri a stabilirlo.
Il voto dell’Assemblea umbra
Il via libera è arrivato a Palazzo Cesaroni con 11 voti favorevoli, 6 contrari e 3 astensioni. La presidente della Regione, Stefania Proietti, non ha preso parte alla votazione.
Bistocchi ha definito il passaggio una pagina storica per l’Umbria e ha sostenuto che la Regione abbia scelto di affrontare concretamente le difficoltà di chi si trova in condizioni di sofferenza estrema. La misura nasce dalla proposta popolare intitolata «Disposizioni per l’assistenza sanitaria regionale alla morte volontaria medicalmente assistita mediante autosomministrazione di farmaco letale».
Continua a leggere
Umbria, via libera alla morte assistita: applauso in Aula
Il consenso raccolto dal testo era arrivato a 4.801 firme.
Autotrasporto, il dossier è vuoto: nessuna misura indicata
Il materiale disponibile annuncia interventi del governo per il settore, ma non specifica risorse, tempi o provvedimenti.
Vittime del lavoro, primo sì alla legge: ora decide il Senato
La Camera ha approvato all’unanimità il testo sul gratuito patrocinio per chi subisce incidenti sul lavoro e per i familiari.
Salis frena sul centro: «Il salto nazionale non sarà ora»
La sindaca di Genova parla di alleanze, primarie, sicurezza e patrimoniale, ribadendo di voler restare concentrata sul mandato cittadino