Salis frena sul centro: «Il salto nazionale non sarà ora»
La sindaca di Genova parla di alleanze, primarie, sicurezza e patrimoniale, ribadendo di voler restare concentrata sul mandato cittadino
La patrimoniale resta, per Silvia Salis, una possibilità da valutare senza slogan né allarmismi. Intervenuta da Lilli Gruber, la sindaca di Genova ha spiegato che il tema va affrontato con precisione, perché anche chi possiede beni di valore limitato rischia di sentirsi coinvolto da una comunicazione troppo generica. Quanto alla soglia, ha ammesso: «Ora non saprei dirglielo, non sarebbe serio da parte mia».
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La ricchezza va tassata con criterio
Secondo Salis, un eventuale intervento sul patrimonio dovrebbe arrivare in una fase successiva e poggiare su criteri comprensibili. La proposta, a suo giudizio, non può essere evocata senza chiarire destinatari, modalità e obiettivi.
La sindaca ha collegato il confronto fiscale alle scelte complessive dello Stato. A suo parere, il bilancio rivela le priorità politiche di chi governa: per recuperare risorse occorrerebbe intervenire sulla revisione della spesa e contrastare con maggiore efficacia l’evasione.
Quattro anni ancora a Genova
Sul possibile coinvolgimento nella politica nazionale, Salis ha mantenuto una posizione netta. Ha ricordato di avere davanti a sé altri quattro anni alla guida del Comune e ha escluso che il prossimo appuntamento elettorale possa rappresentare il momento del suo trasferimento sulla scena nazionale: «Se per me ci sarà un giro per me in politica nazionale, non sarà il prossimo».
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La sindaca ha comunque confermato la propria collocazione nel centrosinistra e il rapporto frequente con Elly Schlein. La segretaria del Partito democratico, ha precisato, non le avrebbe avanzato una richiesta ufficiale per svolgere un ruolo di raccordo tra le forze centriste, pur sostenendola nell’esperienza amministrativa genovese.
Alleanze larghe e sfida al governo
In vista delle prossime Politiche, Salis considera indispensabile includere tutte le componenti del centrosinistra, compreso Matteo Renzi. Sulle primarie ha sostenuto l’opportunità di chiudere rapidamente quella fase per concentrarsi sul rafforzamento della coalizione; non ha indicato il proprio candidato, spiegando che non sarebbe corretto verso i partiti che la appoggiano.
La sindaca ha poi criticato la risposta dell’esecutivo sul tema della sicurezza. A suo avviso, il ricorso ripetuto ai decreti finisce per inseguire gli episodi di cronaca, indebolire il ruolo del Parlamento e produrre risultati insufficienti. «Non dobbiamo arrenderci alla deriva di passare da Stato sociale a Stato penale», ha affermato, chiedendo insieme a interventi immediati contro la violenza anche politiche per i giovani, spazi aperti, sport e percorsi di inclusione.
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