1.197notizie oggi Scopri i vantaggi
Politica 2 min di lettura21 min fa

Mattarella ai giovani: la sicurezza non basta, serve una rotta

Il presidente invita la politica a leggere il disagio delle nuove generazioni senza semplificazioni e a costruire risposte capaci di guardare oltre l’emergenza.

Il disagio giovanile non può essere affrontato soltanto con nuove sanzioni o misure straordinarie. Sergio Mattarella chiede alle istituzioni di comprendere le cause profonde dell’insicurezza che attraversa molti ragazzi, tra timori per il futuro, rischio di esclusione e trasformazioni sociali sempre più rapide.

Offerta del giorno21 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 71 giorni
*********


La sicurezza non esaurisce il problema

L’intervento del capo dello Stato arriva dopo l’approvazione dell’ennesimo decreto sulla sicurezza, varato dal governo anche in seguito agli scontri avvenuti a Milano. Durante l’esame del provvedimento, il Quirinale ha espresso un netto dissenso su una norma che avrebbe attribuito ai militari funzioni di polizia giudiziaria, compresa la facoltà di procedere ad arresti.

Mattarella non ha però messo in discussione la necessità di reagire alle violenze. Ha condannato gli episodi e manifestato vicinanza agli agenti feriti, distinguendo tuttavia il rifiuto dei comportamenti illegali dalla lettura semplicistica del fenomeno. «La società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione», ha affermato davanti ai Cavalieri del Lavoro e ai giovani Alfieri.

Secondo il presidente, le decisioni immediate possono essere necessarie, ma non sono sufficienti se non vengono accompagnate da analisi e comprensione. Il rischio, in caso contrario, è ridurre tensioni sociali complesse a una questione esclusivamente criminale, senza interrogarsi sulle condizioni che le alimentano.


Un patto tra generazioni più fragile

Nel suo discorso Mattarella ha richiamato la necessità di un rapporto più solido tra generazioni. L’invecchiamento della popolazione e la velocità delle innovazioni tecnologiche rendono più difficile trasmettere opportunità, tutele e fiducia in un futuro condiviso.

«Occorre uno sguardo di ampia visione» per affrontare il malessere e la paura di essere esclusi o ridotti a strumenti di interessi altrui, ha spiegato il presidente. L’invito è rivolto alla politica, chiamata a non inseguire soltanto le reazioni dell’opinione pubblica in una fase segnata da informazioni contraddittorie e da un dibattito digitale spesso dominato dall’immediatezza.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Per Mattarella, la questione giovanile rappresenta dunque una priorità sociale e non un tema marginale. Comprendere il senso di precarietà delle nuove generazioni, ha lasciato intendere, è indispensabile per rafforzare la coesione del Paese.


Monopoli e futuro da progettare

Il capo dello Stato ha collegato il destino dei giovani anche agli equilibri economici e internazionali. Nel suo ragionamento sono comparsi il ritorno delle barriere commerciali, le ambizioni di potenza e la concentrazione del controllo in pochi grandi soggetti.

Richiamando Luigi Einaudi, Mattarella ha sostenuto che «il controllo dei monopoli è libertà» e che le regole nazionali ed europee devono servire proprio a impedire concentrazioni prive di limiti. Il riferimento riguarda un contesto globale nel quale alcuni grandi operatori mostrano insofferenza verso i vincoli fissati dagli Stati e dagli organismi sovranazionali.

In questo scenario, l’Italia deve riuscire a trattenere e valorizzare le proprie energie più giovani. Il presidente ha definito le migrazioni dei ragazzi verso l’estero un peso rilevante per il Paese e ha indicato nella capacità di «progettare il futuro» la risposta necessaria a un’epoca descritta come tumultuosa e incerta.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere