Senatrici in minigonna anti Tajani. E Vannacci provoca: meglio senza
A Palazzo Madama alcune senatrici hanno scelto un gesto simbolico dopo le parole del vicepremier sulle gonne lunghe; il caso ha acceso la reazione delle opposizioni e spaccato il fronte politico.
La risposta alle parole di Antonio Tajani non è arrivata con un comunicato, ma con un indumento: ieri a Palazzo Madama una delegazione di senatrici ha scelto la minigonna per contestare l’uscita del vicepremier, che sabato aveva detto di preferire le donne con gonne più lunghe.
Un gesto simbolico a Palazzo Madama
Raffaella Paita, capogruppo di Iv e promotrice dell’iniziativa, ha spiegato che si tratta di una rivendicazione di libertà: l’idea, ha detto, è quella di ribadire che ciascuna donna può vestirsi come ritiene. La protesta ha coinvolto esponenti dell’opposizione, ma il segnale politico è andato oltre i confini del centrosinistra.
La frase di Tajani riaccende il caso
Le parole del ministro hanno riaperto il dibattito sui diritti e sul linguaggio usato in pubblico. In parallelo, anche alcune donne della maggioranza si sono distanziate da quelle affermazioni, mentre dal fronte contrario è arrivata una contestazione ancora più dura, con il richiamo al rischio di un ritorno di idee considerate superate e lesive della libertà femminile.
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Vannacci rilancia lo scontro
Nel mezzo della polemica è intervenuto anche Roberto Vannacci, che ha provocato sostenendo una posizione opposta. Il suo intervento ha aggiunto tensione a una vicenda già molto esposta, trasformando una protesta simbolica in un nuovo terreno di scontro politico.
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