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Politica 1 min di lettura9 ore fa

Sei nuove strutture per i rimpatri: il piano che sfida le Regioni

Il ministro Piantedosi ha riferito alla Camera dell’iter per altri sei centri, mentre resta aperto il confronto con le amministrazioni locali e con Madrid su Schengen

Il governo intende procedere con sei nuove strutture destinate ai rimpatri, anche se in alcune aree manca ancora l’assenso delle amministrazioni territoriali. L’annuncio è arrivato da Matteo Piantedosi durante la risposta a un’interrogazione alla Camera, in un quadro segnato da dubbi e contrarietà locali.


Il Viminale accelera nonostante i no

Il ministero dell’Interno ha messo in moto la procedura per realizzare i nuovi centri, che si aggiungeranno ai dieci già presenti in Italia. La decisione arriva mentre alcune Regioni non hanno ancora dato il proprio via libera al progetto.

Le opposizioni espresse dagli enti locali non hanno quindi fermato l’iniziativa. Il Viminale, secondo quanto riferito da Piantedosi, è pronto a proseguire l’iter avviato, mantenendo l’obiettivo di ampliare la rete nazionale dei centri per il rimpatrio.


Sei sedi distribuite in cinque regioni

La nuova mappa prevede due strutture in Trentino-Alto Adige e una ciascuna in Calabria, Campania, Emilia-Romagna e Toscana. Si tratta complessivamente di sei centri, collocati in cinque regioni differenti.

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L’indicazione delle aree interessate arriva mentre il confronto con le amministrazioni territoriali resta aperto. Il testo non specifica, per ciascuna sede, quale sia il livello di consenso già raggiunto né quali tempi siano previsti per la conclusione dei lavori.


Domani il passaggio su Schengen

Un altro dossier attende una possibile decisione nella giornata di domani: la proroga della sospensione dell’accordo di Schengen nei rapporti con la Spagna. La valutazione riguarderà dunque la prosecuzione o meno della misura già adottata.

Il tema si affianca all’annuncio sui nuovi centri, ma riguarda un procedimento distinto. Al momento, dal materiale disponibile, non emergono ulteriori dettagli sulla durata dell’eventuale proroga o sulle motivazioni che potrebbero orientare la scelta.

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