4.000Lettori online ora
Politica 2 min di letturaieri

Segre sfida i partiti sull’antisemitismo: si può ancora votare insieme

La senatrice chiede una convergenza sul disegno di legge in discussione alla Camera, mentre Pd e Roberto Vannacci hanno annunciato il loro no

Il voto sul disegno di legge contro l’antisemitismo si avvicina in un clima di divisione politica. Liliana Segre invita però tutte le forze parlamentari a cercare un’intesa, sostenendo che su un tema simile l’interesse del Paese dovrebbe prevalere sulle contrapposizioni tra schieramenti.


Segre teme una frattura istituzionale

La senatrice ha definito motivo di sorpresa le posizioni contrapposte emerse sul provvedimento e ha ricordato che l’Italia sta affrontando una nuova crescita dei fenomeni antisemiti. A suo giudizio, contrastarli significa proteggere la minoranza ebraica, ma anche difendere la qualità della vita democratica, minacciata dalla diffusione dell’odio.

L’appello arriva mentre il Partito democratico si prepara a esprimere voto contrario. Sul fronte della destra, un orientamento analogo è stato annunciato da Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale. La discussione generale alla Camera comincerà venerdì 2.

Segre ha richiamato il precedente della legge che istituì il Giorno della Memoria. Fu Furio Colombo a sostenere che, per un’Italia responsabile delle leggi razziali approvate nel 1938 e della collaborazione alla Shoah durante la Repubblica sociale italiana, arrivare a un’approvazione unanime avrebbe rappresentato un dovere politico e morale. Grazie alla sua opera, nel 2000 il Parlamento raggiunse quell’obiettivo.


Il nodo delle critiche a Israele

Secondo la senatrice, le principali forze politiche condividono tre punti: l’esistenza di una nuova ondata antisemita, la necessità di contrastarla e l’esigenza di non limitare il dissenso verso le decisioni del governo israeliano. Segre ha ricordato di avere criticato più volte gli attuali governanti di Israele, fino a descrivere le loro scelte con un sentimento di “repulsione”.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

A suo parere, la versione del testo arrivata all’esame della Camera non presenta ostacoli sostanziali sul piano della libertà di critica. Il lavoro svolto in Senato ha infatti eliminato sia le conseguenze penali sia i divieti presenti in alcune precedenti formulazioni.

Il disegno di legge richiama inoltre la definizione adottata dall’Ihra, che distingue tra attacchi rivolti a Israele in quanto comunità ebraica e valutazioni politiche paragonabili a quelle espresse nei confronti di qualsiasi altro Stato. Queste ultime, secondo il documento, non costituiscono di per sé antisemitismo.


La proposta per ricucire le posizioni

Proprio per eliminare ogni dubbio, Segre si dice favorevole a valutare un chiarimento nel testo, se questo potesse favorire un consenso trasversale. La modifica, ha osservato, avrebbe un peso limitato sul contenuto complessivo della legge, ma potrebbe facilitare un’approvazione condivisa.

La senatrice ha quindi chiesto ai partiti un ulteriore atto di responsabilità, invitandoli a mettere da parte le convenienze politiche. Una rottura su una materia così delicata, avverte, danneggerebbe la reputazione internazionale dell’Italia e rischierebbe di rafforzare il clima di intolleranza.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere